Calciomercato Milan: addio Fabregas, ufficiale il passaggio al Barça
510 visite
lunedì, agosto 15th, 2011
Suona strana solo per l’ora: 22.30. La sveglia, che pone fine al sogno rossonero di vedere Fabregas rilevare la piazza di playmaker liberata da Andrea Pirlo, al termine di 10 anni di onorato servizio, strimpella infatti in maniera alquanto scontata e copiosa. L’annuncio, che i supporters del Diavolo non avrebbero mai voluto udire, è stato dato: Fabregas è ufficialmente un giocatore del Barcellona, con tutte le considerazioni del caso. Punto primo: ha pesato la volontà del giocatore, come ci ha tenuto a sottolineare il padrino Wenger: “Gli auguro ogni fortuna – ha dichiarato il manager transalpino dei Gunners – per il il prosieguo della sua carriera e lo ringrazio per quanto ha fatto qui a Londra. Lui voleva solo il Barcellona”.
Stano per uno che due anni fa ammiccava al Real Madrid, vilipendio per un catalano puro sangue, pur di rimpinguare lo score di vittorie, rimasto a secco con la filosofia green dell’Arsenal. Strano per uno che alla tenera età di sedici anni si lasciava alle spalle la cantera blaugrana, sulla bocca di tutti per l’assistenza e l’attenzione dedicata ai talenti in erba, con la speranza di diventare calciatore in Inghilterra, partendo dal conto in banca verosimilmente. Strano per un sedicente “campione”, sostantivo speso per Iniesta, Ronaldo, Messi, Gerrard e compagnia, ambire ad un ruolo da comprimario in una realtà così schifosamente vincente, che del suo apporto potrebbe agevolmente fare a meno, dal momento che a un datato benché ancor valente Xavi è pronto a subentrare un altro prodotto made in Barça, Thiago Alcantara, ieri titolare nel “clasico” di Supercoppa Spagnola, partita nella quale non ha fatto rimpiangere il più esperto compagno per personalità e tecnica, a dimostrazione un’azione in cui è sgusciato, palla incollata al piede, fra tre increduli e disorientati blancos.
Per un campione, un vero campione, è essenziale sentirsi il traino di una squadra. Al Milan Fabregas sarebbe stato il signore dell’inferno rossonero, mentre tra le fila blaugrana, come insegna la sua esperienza in nazionale, svolgerà le mansioni dell’umile servitore del paradiso, due gradini sotto Xavi, uno sopra il massaggiatore. Allo stato delle cose, se al Milan serviva un campione per vincere la Champions, non prenderlo è stato un grande affare. Piuttosto, in ottemperanza alla causa, occorrerebbe curare il mal d’Europa di Ibra e studiare le condizioni per una definitiva esplosione di Pato. Un campione in più, eventualmente, non guasterebbe. A patto che non nutra una segreta attrazione sessuale per la panchina.
Domenico Maione




LIVESCORE