Serie A: stasera Juve ai piedi di Del Piero per battere il Genoa

Alex Del Piero

La Juve punta ancora sui preziosi piedi del Capitano Alex Del Piero per battere il Genoa stasera al Comunale di Torino nell’anticipo della 12° Giornata di Serie A. La Partita è stata anticipata al giovedì perchè sabato il comunale di Torino è stato ceduto in prestito alla squadra italiana di rugby che affronterà l’Argentina.

La Juve in questi ultimi 2 mesi è riuscita a cambiare completamente volto e ad uscire dalla crisi. Ora i bianconeri si trovano a -3 dall’Inter e dalla vetta del campionato e con un eventuale vittoria stasera potrebbero agganciare almeno fino a domenica l’Inter al primo posto.

Un piccolo miracolo, costruito con sei vittorie consecutive tra campionato (4) e Champions League (2) nel giro di tre settimane e mezzo.Claudio Ranieri a proposito del capitano Alex Del Piero ha dichiarato: “Ale non è solo calci di punizione. Avere un riferimento come lui è importante per tutta la squadra. I compagni giocano più tranquilli perché sanno che il capitano in ogni momento può decidere la partita”.

Del Piero racconta la scolta della sua squadra “La scossa ce l’ha data il Real all’andata, quel successo ci ha regalato la consapevolezza di ciò che possiamo fare. Prima, sì, qualche problemino c’era”. Compresi quelli fra lui e l’allenatore. Risolverli, giorno dopo giorno, è stato il primo passo sul sentiero della rinascita. Il resto l’ha fatto la vena del capitano, raramente ispirato come nell’ultimo periodo, in cui con cinque capolavori, tre con gli spagnoli e uno con Roma e Chievo, ha permesso alla truppa di rialzare la testa.

Impressionante la media su punizione. Così, dopo le congratulazioni del Bernabeu e del Bentegodi («Alex è magico»), Ranieri s’è spinto oltre, consegnandosi con la squadra ai piedi del capitano in attesa di un’altra magia. «Pensaci ancora tu». Il messaggio più o meno è questo. Non esiste complimento migliore.

Ranieri su Del Piero aggiunge: “Tutti si aspettano da lui la giocata decisiva, questo ti fa affrontare la partita in modo positivo. Lo stesso capitava a me con Palanca nel Catanzaro: sapevo che poteva far gol in ogni momento, anche su calcio d’angolo”. Il paragone non sembri irriverente: pure Palanca, nel suo piccolo, seppe infrangere il cuore di molti calciofili. Poi, va da sé, intorno al capitano bisogna costruire il resto: “Del Piero è la bandiera, ma la squadra non può essere un solo campione. Il primo Napoli di Maradona ha rischiato la retrocessione, hanno vinto dopo aver completato l’organico”.

Quello a disposizione di Ranieri, finalmente, torna a essere numeroso. Rientra Nedved, Amauri e Grygera tornano titolari, Marchisio è pronto per la panchina. «Prima l’emergenza mi obbligava al turnover massiccio, ora posso cambiare solo un paio di pedine senza stravolgere gli equilibri». C’è il dubbio Camoranesi. «È pienamente ristabilito», assicura Ranieri, ancora indeciso se farlo partire dal 1’ al posto di Marchionni. Il ballottaggio probabilmente si risolverà con una staffetta. «Al Bernabeu e al Bentegodi gli ho chiesto se voleva entrare nel finale, ma non se la sentiva. Questa settimana però l’ho visto voglioso, segno che sta tornando al 100 per 100».

Non resta allora che «tornare a vedere la luce», cioè il primato. Mica facile, ma non dite al tecnico che questa è la partita verità: «Nel campionato delle otto sorelle lo sono tutte – risponde -, la concorrenza ci aiuta. Affrontiamo un’ottima squadra. Il Genoa ha speso molto ed è pieno di ottimi giocatori, da Milito al nostro ex Palladino». Batterlo sarebbe più di una conferma che la Juve è davvero tornata.

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