Sorrisi ed emozioni ad Appiano Gentile: presentato Benitez

All’indomani della prova non esaltante degli azzurri al debutto in Sudafrica, l’Italia calcistica e giornalistica si concentra sulla presentazione di Rafa Benitez.Il nuovo tecnico dell’Inter è stato presentato alle 12 circa nella sala stampa del quartier generale neroazzurro davanti a circa 100 addetti ai lavori, non solo italiani, ma anche spagnoli e inglesi.

Sobrietà, diplomazia e ironia: sono queste le “armi” usate dal madrileno nel suo primo giorno da allenatore interista.

“Sono un allenatore diverso rispetto a Mourinho ma come lui mi piace vincere, sono qui per fare il mio lavoro. In Italia si respira subito aria di calcio e ho capito subito cosa significa marcatura ad uomo e a zona. Ho trovato giornalisti dappertutto. L’Inter è una grande società e proveremo a fare del nostro meglio. Questa squadra ha fatto un anno quasi perfetto. Vogliamo manetenere questa mentalità vincente. Quella Italiana è una mentalità simile a quella spagnola, ma se vinciamo e faremo un buon calcio sarà tutto molto più facile” he detto Benitez.

A chi gli chiede un aggettivo per definirsi confrontandosi con il non essere “pirla” di Mou risponde con il sorriso sulle labbra: “Se sono qua penso che sono intelligente”.

Il Mago ha cercato di “driblare” le domande sul contatto con la Juve in passato, così come ha fatto con le domande di mercato, limitandosi ad esternare le sue simpatie per Mascherano e Torres.

Non manca un pensiero alla sua ex squadra: “Il Liverpool? E’ stato difficile per me lasciarlo perchè abbiamo avuto un rapporto fantastico. Una delle mie figlie ha vissuto lì tutta la vita. Club e città sono stati fantastici. Il giorno della mia partenza è stato triste, ma le cose cambiano nella vita. Adesso lavoro per l’Inter. Venire all’Inter per me è stata una grande opportunità e spero che tutto si risolva per il meglio sia per me che per l’Inter”, ma ora è tempo di Inter: “Ho parlato con tutti i giocatori e loro mi hanno accolto. Non ho parlato con Mourinho perchè sono stato molto occupato. La mia esperienza dice che devi conoscere i giocatori per conoscere le loro esigenze, poi ogni allenatore ha un modo diverso di rapportarsi a loro. I giocatori e la società hanno una mentalità vincente ora”.

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