Focus sulla Serie A : 21° turno
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lunedì, gennaio 24th, 2011
La serie A 2010/11 non smette mai di regalare emozioni, un campionato così intenso e divertente era da tempo che non lo si vedeva. Non una gara scontata, non un risultato scritto in partenza e se questa è una competizione dai valori mediocri, come molti addetti ai lavori rimasti fuori dai giochi affannosamente insistono nel ricordarci in ogni occasione, beh allora viva la mediocrità! Non so cosa si possa trovare di fantastico in campionati come quello Spagnolo oppure Inglese, dove una o al massimo due squadre riescono ad arrivare alla soglia dei 100 punti con un risultato finale che nell’arco della stagione non viene mai messo in discussione. È proprio vero, l’erba del vicino è sempre più verde. Forse sarà divertente vedere giocare il grande Barcellona di Guardiola, capace in più occasioni di infliggere sconfitte tennistiche ai malcapitati avversari. Mi ricorda tanto un famoso spot dove si fa presente la facilità nell’ottenere un obiettivo in determinate condizioni. Queste supremazie da noi non si sono viste e non si vedranno, e non perché le nostre grandi siano inferiori alle pari grado di altri campionati ma semplicemente perché da noi nessuno ti regala niente. Tra l’altro sono convinto che se il Barça o il Reald Madrid o il Manchester Utd partecipassero alla nostra serie A farebbero molto meno punti e sicuramente troverebbero maggiori difficoltà.
Fatta questa doverosa premessa, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, andiamo ad analizzare quel che è successo nel 21° turno .
Negli anticipi di sabato tutto secondo pronostico. Il Palermo conferma di essere una squadra molto casalinga e con qualche patema d’animo di troppo riesce a buttar giù il muro eretto da un Brescia poco propositivo ma ben organizzato. La sassata di Bovo (7) evita possibili nuove esternazioni poco edificanti del patron Zamparini. Da segnalare l’ottima prestazione dell’estremo difensore bresciano Arcari (7,5) , grazie al quale la squadra di Beretta è rimasta in partita fino al 86’.
Il Parma grazie ai suoi gioiellini Candreva (7) e Giovinco(7,5) liquida con preoccupante facilità la pratica Catania. L’esordio italico di Diego Pablo Simeone nelle vesti di allenatore non è stato esaltante ma bisogna dargli tempo e fiducia, la squadra è buona e ben costruita.
La Roma conferma la sua iscrizione tra le pretendenti al titolo. La rosa è ampia e d’indubbia qualità, forse la più completa di tutta la serie A. Il Cagliari ha fatto quel che ha potuto ma i capitolini, trascinati dai ‘vecchi’ campioni del mondo Perrotta (7), Totti (7,5) e De Rossi (7), hanno dato da intendere che non ce n’era per nessuno. Unico problema giallorosso è lo spogliatoio che sembra essere una polveriera pronta ad espoldere al primo passo falso.
L’Udinese abbatte letteralmente l’Inter di Leonardo, già decantata da tutti come capace di poter fare di un sol boccone di tutti gli avversari che troverà davanti alla sua corsa scudetto. La squadra di Guidolin è da ammirare e studiare, assolutamente FANTASTICA. Sanchez (8), El Niño Maravilla, quest’anno ha fatto un salto di qualità incredibile, per carità è sempre lo stesso calciatore semplicemente mette a disposizione della squadra le sue giocate. In questo si vede la mano di un grande tecnico come Francesco Guidolin (9) e di una società seria e ben impostata come quella Friulana, capace di credere nel proprio progetto nonostante la bruttissima partenza. Sfido qualsiasi presidente nel non esonerare un tecnico partito con quattro sconfitte consecutive.
Il Napoli ha la meglio in una sfida che era molto più difficile e delicata di quel che la classifica lasciava intendere. Probabilmente era una delle ultime chiamate per il Bari, ormai incapace di vincere in casa da quasi cinque mesi. Partita molto scialba da parte pugliese, c’è qualcosa che non va all’interno dello spogliatoio. Normalmente quando ti devi salvare ci metti tutto quello che hai e sicuramente questo non si è visto negli undici di Ventura (4). Probabilmente questa situazione è figlia delle continue dichiarazioni del tecnico pugliese nelle quali si lamenta di infortuni ed assenze, questo oltre che fornire un alibi ai calciatori ha tolto convinzione e fiducia al resto del gruppo. All’ombra del Vesuvio, invece, si continua a sognare trascinati dal Pocho Lavezzi (8) e da un gruppo meraviglioso che però va sicuramente rinforzato qualora l’obiettivo, a questo punto doveroso, sia quello di puntare quanto meno al quarto posto.
Chievo – Genoa nel segno del non farsi male. Buon punto per i clivensi che sono, dopo un grande inizio di campionato, in oggettiva difficoltà soprattutto per quel che concerne la fase realizzativa. Il Genoa sta attraversando un periodo di involuzione palese e la colpa sicuramente non era di Gasperini e nemmeno è di Ballardini. La situazione è difficile e delicata. Facendo i debiti scongiuri la permanenza nella massima serie, se si continuasse così, sarebbe messa a rischio. Purtroppo cosa si può pretendere quando una rosa viene completamente rifatta per ben due volte nell’arco di sei mesi. La generosità e la smania di voler far subito bene da parte della dirigenza rossoblù sono state controproducenti e stanno portando ad una serie errori. Serve un progetto ben preciso e delineato.
I concetti esposti per il Genoa calzano a pennello anche per la Juventus, dove c’è in questo momento la confusione più totale. L’acquisto di Luca Toni e quello che è successo con Floro Flores ne sono limpida testimonianza. I tifosi sono già stanchi del duo Marotta – Del Neri. Sono stati sbagliati troppi movimenti di mercato: gli arrivi di Pepe, Traorè, Toni e Martinez, la partenza prematura di Diego, Giovinco e Candreva. Entrando nel merito della partita di ieri con la Samp, il risultato è stato giusto tra due squadre che hanno evidenti problemi nel pacchetto avanzato. Poche le emozioni da segnalare, in particolare una per parte ad opera di Del Piero (6) e Pazzini(6). Tra l’altro i blucerchiati visti gli infortuni di ieri capitati a Pozzi(5) e Pazzini saranno costretti a tornare sul mercato per prendere un’altra punta.
Fiorentina e Lecce si dividono il bottino in quel che stato un film già visto quest’anno, purtroppo tante volte, dai tifosi viola all’Artemio Franchi. Risultato che va stretto ad un Lecce confermatosi in un gran momento. I salentini sono stati sempre molto ficcanti e pericolosi con il duo Oliveira (7) – Di Michele (8 se non avesse sbagliato il rigore) al contrario di una Fiorentina che dà l’impressiona di una squadra a fine di un ciclo, si ha la sensazione che qualche giocatore non crede e non voglia più far parte del progetto viola.
Un super Di Vaio (8) spazza via la Lazio di Eddy Reja. Il Bologna quest’anno non smette mai di stupire, nonostante il cambio del tecnico ad inizio stagione, i tre punti di penalizzazione, il terzo cambio di presidente e la mancanza di stipendi. Riesce a far sua una gara molto difficile. EPICO. Il momento della Lazio conferma che i mesi di Gennaio e Febbraio sono i peggiori per le squadre di Eddy Reja. Il tutto viene rimarcato ancora di più dal brutto epilogo finale finito in rissa, dove si è evidenziato il malessere di Zarate (4).
La capolista, nel posticipo domenicale, nonostante le tante assenze nel reparto mediano ritrova la vittoria che mancava da Cagliari. L’esperimento dell’ultim’ora da parte di Allegri, ossia Thiago Silva (6,5) utilizzato a centrocampo vista la defezione in fase di riscaldamento di Gattuso, fa capire che questo potrebbe essere effettivamente l’anno giusto per il Milan. I tre davanti hanno creato tantissimo anche se poi il match è stato deciso ancora una volta dall’autorete di Pellegrino (5). Robinho (7) sta facendo la differenza almeno quanto Ibra (6,5) , bene anche Cassano (6). Il Cesena dal canto suo aveva ben iniziato la gara creando delle situazioni pericolose non sfruttate a dovere, poi è calata tantissimo ed ha senz’altro pagate le importantissime assenze di Giaccherini, Jimenez e Nagatomo.




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