Settembre 2006


Sara’ Domenico Messina ad arbitrare l’Inter nella trasferta di domenica al Sant’Elia di Cagliari.
Tra le altre designazioni per la quinta giornata di serie A, Stefanini e’ stato scelto per la gara di San Siro Milan-Siena, Rosetti per quella dell’Olimpico Roma-Empoli, Farina per il match del Bentegodi Chievo-Palermo.

Ecco gli arbitri della quinta giornata:
Atalanta-Reggina (30/09, ore 18): Pantana
Torino-Lazio (30/09, ore 20.30): Pieri
Cagliari-Inter: Messina
Fiorentina-Catania: De Marco
Messina-Livorno: Dondarini
Milan-Siena: Stefanini
Roma-Empoli: Rosetti
Sampdoria-Parma: Rizzoli
Udinese-Ascoli: Herberg
Chievo-Palermo (ore 20.30): Farina

Fonte: www.sportal.it

Un’appendice inattesa e sgradita di calciopoli. La Figc sta per aprire un’inchiesta sul caso delle intercettazioni e del pedinamento da parte di investigatori privati assoldati dall’Inter, nei riguardi dell’arbitro Massimo De Santis e del giocatore Christian Vieri.

De Santis, uno dei grandi accusati di calciopoli e inibito per 4 anni, era tenuto sotto controllo nella vita privata sia con intercettazioni ambientali che con foto e controlli patrimoniali. L’ipotesi dell’inchiesta Figc è relativa alla violazione dell’articolo 1 del codice sportivo.

Nel 2002, l’ex arbitro Nucini rivela all’allora presidente Inter Facchetti dei strani rapporti tra Luciano Moggi e l’arbitro De Santis, poi smascherati da calciopoli. Facchetti chiede a Nucini di denunciare tutto alla Procura di Milano ma quest’ultimo rinunciò.

Durate una perquisizione ad un collaboratore dell’investigatore privato Cipriani, sarebbe stato infatti trovato un dvd con l’intero resoconto delle scoperte. Non si conoscono ovviamente i particolari precisi della vicenda ma quanto è emerso avrebbe del clamoroso. Secondo quanto riportato da “Repubblica”, pare infatti che esisterebbe un cd-rom di un colloquio telefonico avvenuto due anni fa tra Facchetti e l’ex-arbitro Danilo Nucini, colloquio registrato dallo stesso presidente nerazzurro all’insaputa del “fischietto”.

Nella conversazione si parla generalmente dell’influenza della Gea e di Luciano Moggi sugli arbitri ma si discute anche di un avvenimento ben circostanziato: Nucini avrebbe infatti raccontato a Facchetti di essere stato avvicinato dal suo collega Massimo De Santis e dal direttore sportivo del Messina Mariano Fabiani, che gli avrebbero illustrato i vantaggi per la sua carriera di un comportamento “favorevole” a Luciano Moggi e alla Gea.

Dopo la chiacchierata, sarebbe stato perfino organizzato un incontro in un albergo tra Moggi e Nucini, incontro nel quale l’arbitro avrebbe ricevuto una scheda telefonica GSM per interagire con il direttore generale bianconero.

Il tutto, come detto, sarebbe stato registrato da Facchetti e, in modo non molto chiari, queste voci (non il cd) sarebbero poi arrivate alla procura di Milano, tanto che lo stesso Nucini era già stato interrogato l’anno scorso dal pm Ilda Bocassini mentre Facchetti, ora scomparso, ha sempre evitato qualunque dichiarazione in merito.

Va detto che non esistono norme federali che vietino alle società di pedinare tesserati o arbitri ma si presenta come situazione critica nei confronti dell’art.1 del Codice sportivo. Secondo gli esperti però, un’eventuale punizione (le violazioni dell’art.1 non hanno tempi di giudizio estremamente rapidi) riguarderebbe Moratti e la società e non la classifica del club calcistico.

Fonte: http://sport.alice.it

Dopo il filotto di tre vittorie, il Milan si ferma a Livorno dove non va oltre lo 0-0 (guarda la sintesi). Partita contraddittoria: i rossoneri potrebbero andare in gol piu’ volte nei primi 45′, ma si spengono nella ripresa, quando gli amaranto colpiscono una clamorosa traversa e non fanno piu’ ragionare la formazione di Ancelotti.
L’allenatore, che predica il turnover come la Bibbia, ritrova Nesta e gli affianca Bonera, rinuncia a Jankulovski e affida la fascia sinistra a Favalli. Pirlo riposa? Ecco Ambrosini, tra Gattuso e Seedorf. Kakà non si tocca. Il genio brasiliano ha sette polmoni e lo schiera alle spalle di Oliveira e Inzaghi. Una formazione equilibrata per un Livorno che ritrova a tempo pieno Lucarelli nel 3-5-1-1 di Arrigoni e confida nel fattore campo: dodicesimo uomo che spesso ha fatto la differenza. Dietro al bomber amaranto c’è Vigiani. Attaccante? In realtà trequartista, ma con licenza di andare in gol.

LA GARA - Il primo tempo, statistiche alla mano, è di marca rossonera. Più per le occasioni che per il gioco espresso. La difesa è più chiusa e organizzata rispetto a quella vista in casa contro l’Ascoli. Anche se Ancelotti deve rifare tutto per un dolore muscolare all’adduttore della coscia destra che blocca Maldini dopo soli tre minuti. Kaladze va a fare il centrale. I temi della partita sono eloquenti: il Milan fa la partita, ma senza mai alzare il ritmo. Attacca e assedia il Livorno, sfiorando il gol in almeno tre occasioni. Nitida quella capitata a Oliveira al 9′, dopo un colpo di genio di Inzaghi che tocca all’indietro per il brasiliano, ma il numero 7 imprime poca forza al pallone con la porta spalancata.
Il Livorno fa gruppo soprattutto a centrocampo, dove pressa e raddoppia sugli uomini di Ancelotti, anche se Kakà appare imprendibile. La sensazione è che i rossoneri possano chiudere la partita con molto anticipo, ma certe soluzioni, come quella di ignorare la libertà di Bonera, lasciato inspiegabilmenete padrone della fascia da Pfertzel, fa imbestialire Ancelotti. Ma il tecnico del Milan si arrabbia molto di più, quando l’arbitro Ayroldi ignora un fallo su Ambrosini poco dentro il limite dell’area al 40′. Probabilmente anche quando Lucarelli spreca la prima occasione del Livorno, dopo un grossolano liscio di Bonera.
La ripresa non si discosta dal primo tempo, almeno in chiave Milan. Troppo lezioso e lento per spaventare gli amaranto, bersagliati dal solo Kakà ; autentico leader di una squadra che sembra non crederci fino in fondo. Ci crede invece il Livorno che perde all’11′ Lucarelli, ma ritrova linfa con il nuovo entrato Bakayoko, fino a sfiorare il gol con Morrone, i cui sogni si infrangono su un’incredibile traversa, con Dida battuto. Il Milan dal canto suo perde per crampi Favalli. Entra Jankulovski; sostituzione che precede quella di Pirlo per Gattuso. Perché i toscani si difendono bene e non regalano spazi alla manovra milanista; soprattutto perché il regista è l’unico in grado di tagliare in due le difese avversarie. Ma è un bel Livorno. La squadra di Arrigoni raddoppia, pressa sull’uomo, attacca sulle fasce. I rossoneri invece si impantanano. Rendono prevedibile ogni giocata, mentre spariscono dal gioco Seedorf, bacchettato da Ancelotti che poi se la prende con le telecamere che intercettano il rimbrotto, e Oliveira, defilato e mai in partita. Come al 90′, allorché Pirlo inventa il lancio perfetto, ma nel suo furore il sudamericano si inceppa e subisce l’uscita vincente di Amelia.

Fonte: www.gazzetta.it

L’Inter batte la Roma all’Olimpico per 1 a 0, partita molto equilibrata con occasioni goal da entrambe le parti, Roma sfortunata nel primo tempo, paga il Goal di Crespo.

Palermo solitario a +2 dai nerazzurri e dal Messina. Prima vittoria della Fiorentina che batte in casa il Parma per 1 rete a 0.

Terza giornata e primo turno infrasettimanale per il torneo di serie A: stasera le luci sono puntate su Roma-Inter. Di scena all`Olimpico il big match tra i capitolini di mister Spalletti, attualmente in testa alla classifica con il Palermo, e i nerazzurri di Roberto Mancini, ancora in cerca del miglior gioco. Siamo solo all`inizio della stagione, ma la gara rischia gia` di essere una sfida-scudetto. Roma-Inter e` ormai una classica del calcio italiano, sono tante le sfide giocate tra campionato e Coppa Italia, specialmente negli ultimi due anni. Il conto in casa della Roma dice 31 successi giallorossi contro 24 interisti, con 21 pareggi. Pressoche` certa la mancanza di Vincenzo Montella, mentre dall`altra parte ci sara` Adriano titolare al fianco di Ibrahimovic.

Dalle 20:30, tutta d`un fiato, la 3.a giornata della massima serie. Il Palermo, altra sorprendente capolista a quota 6, trova il Catania in un derby siciliano che promette scintille, solo dentro il campo, si spera. I rossazzurro sono partiti bene, i rosanero anche meglio: sara` spettacolo tra l`attacco piu` prolifico (6 reti per i palermitani) e la difesa meno perforata (nessuna rete finora subita dagli etnei) del campionato.

Operazione rincorsa: il Milan, altra squadra a punteggio pieno ma a -2 in classifica per la penalizzazione, ospita a San Siro un Ascoli che non dovrebbe impensierire. Ancelotti da` spazio al turnover, ormai una consuetudine in casa rossonera: davanti la coppia Inzaghi-Borriello, non e` il meglio che c`e`, ma gli ospiti rischiano grosso.

Il Cagliari, ma soprattutto Lazio e Fiorentina, devono cominciare a mettere punti in cascina dopo due sconfitte in altrettante gare. I sardi provano a togliere lo zero dalla classifica in casa con il Livorno. Biancocelesti e viola devono scalare la montagna della penalizzazione, che li ha relegati rispettivamente a -11 e -19: e` ora di iniziare la corsa salvezza, ma contro Chievo (a Verona) e Parma non sara` facile.

Anche la Reggina deve tornare `a galla` da un -12 che non lascia troppo tempo per pensare, provera` ad accorciare le distanze gia` da domani sera a Messina nel derby dello Stretto.

Completano la giornata di serie A le sfide Sampdoria-Udinese, Torino-Siena e Atalanta-Empoli, queste ultime appaiate a 4 punti in graduatoria con una vittoria e un pareggio a testa.

Fonte: www.yahoo.it

L’Inter si lascia bloccare sul proprio campo dalla Sampdoria. A San Siro finisce 1-1 l’anticipo della seconda giornata di campionato, con i nerazzurri assoluti padroni del campo, ma anche capaci di complicarsi la vita al punto di rischiare di perdere una gara che avrebbero potuto vincere agevolmente.

Dopo la sconfitta in Champions, Mancini lascia in panchina Toldo e Figo e si affida al tradizionale 4-4-2 con Ibrahimovic e Crespo a fare coppia in avanti e con Adriano in panchina. Comincia bene la Sampdoria, che cerca di giocare di anticipo e non dare tempo ai giocatori nerazzurri di ragionare. Una tattica che funziona fino al quarto d’ora, quando gli uomini di Mancini guadagnano metri e si rendono pericolosi con le incursioni dalla destra di Ibrahimovic. Il più pericoloso dell’Inter è però Maicon che per due volte mette i brividi a Castellazzi, il migliore in campo. La squadra di Novellino cerca di reagire, ma non riesce a rendersi pericolosa dalle parti di Julio Cesar.

Ad inizio ripresa l’episodio che cambia il volto della gara: Cordoba strattona Flachi in area e per l’arbitro non ci sono dubbi. E’ rigore, che lo stesso Flachi trasforma. L’Inter si proietta in avanti per rimettersi in partita, ma come spesso accade alla squadra di Mancini, con il passare dei minuti cresce la preoccupazione e aumenta l’ansia, rendendo difficile alla squadra organizzare il gioco. Ibra va vicino al pari al 55′ con un colpo di testa che si perde di poco a lato, mentre al 71′ il direttore di gara annulla un gol di Vieira per una dubbia posizione irregolare dell’attaccante svedese che aveva ispirato l’azione. Il pari arriva però al 79′ e ci vuole un’autorete di Bonanni per far tirare un sospiro di sollievo al popolo nerazzurro.

C’è spazio anche per Adriano, che all’82′ trova anche il gol, annullato però per un fallo commesso prima di staccare da terra. L’Inter spreca molto e deve prendersela solo con se stessa e con il portiere blucerchiato Castellazzi, il migliore in campo.

Fonte: www.sportal.it

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