Ottobre 2006


La nona giornata di serie A ha avuto il botto d’apertura con il derby di Milano, il decimo vinto da Massimo Moratti nella sua carriera di Presidente nerazzurro. Nella domenica, tutte le luci sono andate sulla terza vittoria consecutiva del Palermo, la quarta di questo campionato lontano dal Barbera, il che vuol dire che dopo 9 gare i rosanero hanno gia’ eguagliato il proprio record di colpi corsari in serie A, stabilito per due volte nel 61/62 e 2005/2006, e che Guidolin puo’ vantare la squadra con più punti in classifica presi in trasferta, in uno score che parla di 6 successi esterni su 7 gare disputate fra campionato e Coppa Uefa.

Alla Fiorentina non e’ bastato andare in gol al Franchi per la venticinquesima volta consecutiva, ma la Sicilia che ride ha anche la faccia di Christian Riganò, al quarto gol consecutivo e capocannoniere solitario a quota 7 reti, 7 come i punti in più per il Messina rispetto al campionato scorso: i giallorossi sono la squadra che più si è migliorata, l”esatto contrario del Chievo, 7 sconfitte in 9 gare (nessuno ha fatto peggio) e 13 punti in meno rispetto alla passata stagione. Prima vittoria in campionato per il Cagliari, che non operava un salto triplo in classifica da 17 gare e 6 mesi: per la truppa di Giampaolo si tratta del settimo risultato utile consecutivo. Nona giornata storica anche per la Reggina: quello dell”Olimpico, è il dodicesimo punto per i calabresi, che confezionano così il miglior avvio di serie A nella loro storia, visto che in precedenza, sempre con Colomba in panchina, non si era andati oltre i 9 punti in 9 giornate nelle stagioni 99/00 e 2003/2004.

Nel Siena dei record, un primato è particolarmente significativo: i toscani ad Ascoli hanno centrato la terza vittoria esterna, diventando così la formazione col maggior squilibrio di punti conquistati fuori rispetto alle apparizioni casalinghe, addirittura 6 in più. A fotografare il momento decisamente poco propizio del Torino, stanno numeri da brivido: i granata, in serie A, non vincono in trasferta da 24 partite (era il sabato di Pasqua del 2002, 1-0 a Verona).

Che derby a Milano! L’Inter batte il Milan 4-3 dopo una partita vibrante e spettacolare che permette ai nerazzurri di allungare a +14 in classifica sui rossoneri e che, per novantacinque minuti, ha allontanato le polemiche per il verdetto dell’Arbitrato che non ha fatto sconti alla societa’ rossonera.

Mancini schiera l’Inter con il 4-3-1-2, Stankovic alle spalle di Ibrahimovic e Crespo. A centrocampo Vieira, Zanetti e Dacourt. Ancelotti si affida al modulo ad albero di Natale con il solo Inzaghi davanti a sopportare il peso dell’attacco.

L’Inter sblocca la gara con Crespo al 16′ con un colpo di testa su punizione dalla destra calciata benissimo da Stankovic. Proprio il centrocampista serbo trova il raddoppio con un capolavoro balistico che gli permette di trovare l’ incrocio dei pali dai diciotto metri

Il Milan risponde con Kakà : un bolide dal limite che Julio Cesar devia di quel tanto che basta sopra la traversa. L’Inter è ben messa in campo mentre il Milan, troppo timido sugli esterni, non riesce a sfruttare la vivacità di Inzaghi

Ancelotti decide allora di cambiare tutto nella ripresa. Dentro Gilardino Oliveira e Maldini, fuori Ambrosini Jankulovski e Inzaghi. E’ però l’Inter a colpire a freddo con Ibrahimovic, lo svedese servito da Vieira, salta Nesta e batte Dida per il 3-0.

Seedorf accorcia le distanze al 50′ il cui tiro viene deviato in maniera decisiva da Materazzi. Al 60′ Mancini toglie Grosso e Dacourt inserendo Burdisso e Figo passando ad un 4-4-2 classico e più bloccato in difesa.

Al 67′ Materazzi sfrutta l’indecisione cronica del Milan sulle palle da fermo e colpisce con un colpo di testa. Il difensore azzurro però alza la maglia per festeggiare e subisce la seconda ammonizione. Sul 4-1 la partita sembra chiusa ma lo spettacolo deve ancora arrivare. L’Inter è in dieci negli ultimi venti minuti di gara con Mancini che fatica a trovare il giusto equilibrio a causa anche degli acciacchi di Ibrahimovic e Vieira.

Al 75′ Gilardino trova il gol del 4-2 con un grande incornata. Il Milan ci crede sino alla fine, poi diventa protagonista Julio Cesar che tre volte respinge le conclusioni ravvicinate dei giocatori rossoneri.

Al 91′ il portiere brasiliano sbaglia invece l’uscita e favorisce Kakà che, con un pallonetto dal limite, segna il 4-3. Nei cinque minuti di recupero l’Inter gioca praticamente in nove con Vieira infortunato in mezzo al campo e rischia di subire il pari su un colpo di testa di Oliveira che, tutto solo, indirizza la palla a fil di palo.

Penalizzazioni ridotte di 8 punti per Juventus e Lazio, di 4 per la Fiorentina e nessuno sconto per il Milan. Questa la decisione del Collegio arbitrale presso il Coni, che conclude il processo sportivo dello scandalo del calcio. La penalizzazione della Juventus passa da -17 a -9: i bianconeri vanno cosi’ a quota 10 nella classifica di B con una partita da recuperare. La Lazio passa da -11 punti di penalita’ a -3 e nella classifica di A sale a 7 punti a pari con il Milan, che si vede confermati gli 8 punti di penalita’. La Fiorentina passa da -19 a -15 e in classifica raggiunge quota 0.

Sabato il derby a San Siro: Crespo sposta la pressione sui “cugini”, prenotando invece per l’Inter il traguardo finale. Assenti Recoba e Adriano, l’argentino si gioca una maglia con Cruz e Ibrahimovic.
Settimana di fuoco, atto secondo. Archiviata la pratica-Livorno con un sonoro 4-1, l’Inter si proietta in ottica derby, in programma sabato sera, per poi terminare il trittico martedì a Mosca contro lo Spartak, alle 18.30 ora italiana. L’aria di vigilia è frizzante, con Cruz e Ibrahimovic fra gli altri a segno ieri a San Siro. Ma con anche l’inconveniente Recoba da gestire: l’uruguaiano ha rimediato una contrattura al polpaccio sinistro e salterà i prossimi impegni. Vista la contemporanea indisponibilità di Adriano, in vacanza di lavoro in Brasile, l’Inter può far conto sui tre attaccanti rimanenti, gli argentini Cruz (ieri titolare) e Crespo (ieri subentrato al 34′ s.t.), nonché sullo svedese Ibrahimovic (pure lui entrato a gara in corso, al 30′ p.t. al posto dell’infortunato Recoba).

Inizia così una due-giorni di valzer fra le tre punte per l’assegnazione delle due maglie disponibili, anche se l’Inter ha già dimostrato di poter sopperire alla mancanza di Adriano e Recoba in più di un’occasione. E pure con buoni risultati, visto che la capolista è l’unica squadra ancora imbattuta del campionato, ha il secondo miglior attacco dietro al Palermo (16 contro 18) e nelle prime otto gare solo una volta non ha trovato il gol, nello 0-0 di domenica a Udine. Ma a San Siro l’Inter va in gol da 23 gare consecutive, a una media di oltre due reti e mezza a partita. A parlare, di questo ed altro, è Hernan Crespo, attuale capocannoniere nerazzurro (a quota 3, come Stankovic), che naturalmente parte dal derby.

CRESPO SUL DERBY L’argentino peraltro è uno specialista, avendoli giocati con entrambe le maglie. “Ed è stata sempre una bella sensazione, qualsiasi maglia vestissi. Le differenze tra Inter e Milan sono nel vivere la stagione: al Milan i successi degli ultimi venti anni permettono di vivere con maggiore tranquillità anche le situazioni più difficili; all’Inter, dove c’è invece ancora una grande fame di vittorie, c’è più pressione. Per questo quest’anno vogliamo assolutamente vincere lo scudetto, festeggiando così quello che abbiamo sul petto e scrivendo una pagina importante della storia nerazzurra”. Crespo sposta poi la pressione sul Milan: “Noi abbiamo quella di vincere il titolo, quella del derby sarà invece tutta sui rossoneri perchè se perdono finiscono ancora più indietro in classifica. Loro sono quelli che non devono fare passi falsi in questa sfida, noi quelli che devono vincere lo scudetto. Ma alla fine”. Scudetto per cui il Milan resta il principale avversario: “Quello più pericoloso, anche se è a -11″. Per ora: “Spero che su questi benedetti sconti si decida al più presto, in un modo o nell’altro, anche azzerando completamente le penalizzazioni. Prima di maggio però… Almeno questa classifica prenderà una forma e si potrà finalmente iniziare a capirci qualcosa”.

CRESPO SU ADRIANO “Credo che il ritorno di Adriano sarà solo qualcosa di guadagnato per l’Inter”. Crespo difende il suo compagno di squadra e di reparto, partito per il Brasile senza sapere quanto tempo ci rimarrà . “Dire che non avere Adriano può essere un vantaggio mi sembra un p0′ esagerato. Ha dimostrato di essere un grande calciatore sia nell’Inter che nelle altre squadre nelle quali ha giocato. Purtroppo sta passando un momento difficile, cosa che può capitare a tutti”. Ma la difesa non finisce qui: “Non possiamo dimenticare che è sempre un ragazzo giovane e non è mai facile gestire certe situazioni, anche se ha dimostrato di essere fortissimo e di avere grandi numeri. Non esiste un manuale che spiega come essere una ’star’ nel calcio, può darsi che una persona non sia preparata mentalmente per gestire certe situazioni. Non è una cosa scontata, non è scontato che tu sia abbastanza maturo per gestire certe situazioni perchè sei un fenomeno o hai dimostrato di essere un grandissimo o perchè guadagni tanto. Se la società ha deciso di dargli un permesso per tornare in Brasile è per farlo tornare l’Adriano migliore, credo che sia giusto così. Loro lo conoscono di più di quanto lo possa conoscere io”.

Sono stati designati gli arbitri dell`8.a giornata di serie A in programma mercoledi`, questi gli abbinamenti.

Serie A: 8.a giornata

Atalanta-Cagliari: Stefanini

Chievo-Milan: Rizzoli

Empoli-Udinese: Giannoccaro

Inter-Livorno: Saccani

Palermo-Messina: Pieri

Reggina-Parma: Rosetti

Roma-Ascoli: Rocchi

Sampdoria-Lazio: Trefoloni

Siena-Catania: Brighi

Torino-Fiorentina: Ayroldi N.

Designati gli arbitri per la settima giornata di serie A. Al signor Pieri di Genova e” affidato il match della capolista Udinese-Inter, sara” invece Dondarini a dirigere la partita della Roma, impegnata tra le mura amiche contro il Chievo. Rocchi di Firenze fischiera” nel posticipo di San Siro Milan-Palermo, all”esperto Messina Catania-Lazio, che si giochera” a Lecce e a porte chiuse.

Questo il programma completo:
MESSINA-EMPOLI (sabato ore 18): Gava
CAGLIARI-TORINO (sabato ore 20,30): Tagliavento
ATALANTA-SAMPDORIA: Romeo
CATANIA-LAZIO: Messina
FIORENTINA-REGGINA: Marelli
LIVORNO-SIENA: Girardi
PARMA-ASCOLI: Lops
ROMA-CHIEVO: Dondarini
UDINESE-INTER: Pieri
MILAN-PALERMO (domenica ore 20,30): Rocchi

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