Dicembre 2006


Stefano Tedeschi ha annunciato a sorpresa le proprie dimissioni da designatore arbitrale

Il designatore arbitrale Stefano Tedeschi si e’ dimesso in protesta ai troppi attacchi verso la classe arbitrale. “Io me ne vado, ma resto nella CAF pero’ bisogna che si smetta di attaccarciâ€? ha dichiarato alla domenica sportiva. Intervenuto un po’ a sorpresa Tedeschi ha confessato di aver presentato le dimissioni. “Bisogna cambiare qualcosa in questo calcio, è troppo facile accusare l’arbitro ogni volta che si perde – spiega Tedeschi – questo non fa bene così si distrugge una classe arbitraleâ€?.

L’attacco è diretto non solo quindi alle società ma anche alla stampa che troppo spesso condanna la classe arbitrale. “Io mi aspettavo da ex arbitri un comportamento meno aggressivo – spiega Tedeschi – qui ci sono arbitri giovani ma promettenti ma se li distruggiamo subitoâ€?.

Inutili i tentativi di farlo calmare. “Ho già inviato una e-mail a tutti gli arbitri salutandoli, io resterò nel mondo arbitrale ma bisogna cambiare per il bene del calcio�.

Un anno di ombre per la Vecchia Signora che ha conosciuto per la prima volta l’amaro sapore della cadetteria

Il 2006 della Juventus non è, non può essere, solo un anno in più che se ne va. E’ l’anno del contrappasso: in sei mesi, dallo scudetto al 2-2 casalingo con l’Arezzo, penultimo in classifica, in serie B.

La Juve che comandava il calcio italiano non c’è più e per sollevarle il morale non serve neppure ricordarsi che l’anno solare si chiude senza sconfitte in campionato. Il paradosso è compiuto e oscura i meriti di una società che si è immediatamente affrancata dal suo recente e condannato passato; il paradosso oscura però anche le colpe di chi ha maldestramente sfruttato il poco spazio riservatogli sul mercato, puntando su uno dei peggiori difensori della stagione sin qui.

2006, odissea giunta alla sua fine, neppure lieta. Vissuta senza quelli che hanno visto le onde sopraggiungere e sono sfuggiti allo tsunami, senza fiducia nella ricostruzione. Meglio ripartire solo con chi sente davvero il cuore bianconero, si è detto; la diaspora potrebbe continuare a giugno, si sussurra invece ora, immaginando altri fotogrammi impensabili solo pochi mesi fa, quando la Juventus pareva poter comandare anche il destino.

Se ne va il 2006, confondendo ruoli e storie, ora è l’Inter che fa la Juve, ora è la Juve che vive drammi umani, come il Toro. Confondere anche questi con quelli del campo, sarebbe però imperdonabile. Il 2006 se ne va, la Juventus, prima o poi, tornerà . Loro, invece, non potranno tornare mai più.

Fuochi d”artificio anticipati. Il campionato di serie A saluta il 2006 con una giornata pirotecnica. 34 gol ed emozioni in quantita” industriale per una diciottesima giornata vietata ai deboli di cuore. Poi pero”, finito il fragore dei botti e i giochi di luce, la classifica non risulta particolarmente sconvolta.

L”Inter soffre le pene dell”inferno contro l”impertinente Atalanta di Colantuono, ma dato che sembra proprio l”anno del club di Moratti ci pensano il redivivo Adriano e un autogol a rimontare lo schiaffo di Doni e a regalare ai nerazzurri un Natale finalmente sereno. Sono undici le vittorie consecutive in campionato per la Banda Mancini e soprattutto sono ancora 7 i punti di vantaggio sulla Roma. Una Roma che per oltre un”ora sogna attaccata alla radiolina. Due super gol di Taddei e Mancini bastano a liquidare la pratica Cagliari, mentre monta la speranza di ridurre le distanze con il vertice. Finisce con un pizzico d”amaro in bocca, ma con la consapevolezza che il fantastico 2006 dei giallorossi possa essere di buon auspicio per il futuro.

Perde terreno il Palermo, bloccato dal Siena. Difficile che i rosanero a questo punto possano ancora nutrire velleita” tricolori. Piu” semplice e consigliabile guardarsi le spalle e difendere la piazza d”onore.

Alle spalle del trio di testa, infatti, concorrenti vicini e lontani per il club del vulcanico Zamparini. Quarto, da solo e con una gara da recuperare, c”e” il Catania. La neopromossa di Pulvirenti, dopo la sconfitta schock dell”Olimpico, si e” ritrovata e soprattutto in casa sta costruendo una salvezza tranquilla con un fumetto in testa che si chiama Europa. In rimonta anche la Lazio, che a Parma vince e convinvce candidandosi come favorita per il quarto posto. Poco piu” giu”, ma in costante ascesa, Milan e Fiorentina. I rossoneri di certo non brillano a Udine, eppure allungano la striscia positiva e aspettano la sosta per leccarsi le ferite, recuperare gli infortunati e trovare sul mercato i giusti rinforzi. I viola sgretolano il Messina e confermano l”assoluto valore del loro organico: senza la pesante penalizzazione sarebbero a un pelo dal terzo posto.

Si conferma anche il Toro di Zaccheroni. Onestamente la Roma era fuori portata, ma contro una squadra piu” o meno dello stesso valore come il Livorno, i granata trovano un punto che vuol dire esserci. Crolla invece l”Empoli: i ragazzi di Cagni vanno in ferie con un giorno di anticipo e vengono travolti da una Reggina scatenata e vogliosa di riprendersi i punti persi contro Samp e Chievo. Primo sorriso infine per l”Ascoli di Nedo Sonetti, che schianta il Chievo e cancella lo 0 dalla casella delle vittorie in campionato.

Clamorosa notizia dai laboratori anti-doping di Roma: l’attaccante del Milan e’ stato trovato positivo a due corticosteroidi

Un’ulteriore tegola, pesante, si abbatte sul Milan di Ancelotti: Marco Borriello e’ stato trovato positivo al controllo antidoping dopo il match di campionato Milan-Roma, perso peraltro dai rossoneri per 1-2, e ora rischia la seguente squalifica se tali risultati saranno confermati dalle controanalisi.

Il 24enne attaccante e’ risultato positivo al Prednisone e Prednisolone, due corticosteroidi. Questo e’ il primo caso di doping di questa stagione calcistica in Italia, ma se i riflessi dell’Operacion Fuentes in Spagna hanno toccato Real, Barça e Valencia, la positività di Borriello (tutta da confermare) non fa altro che confermare che il calcio è tutt’altro che immune dai veleni dopanti.

Giunto al Milan dopo il prestito al Treviso, l’attaccante ha giocato 7 partite in campionato mettendo a segno un gol (nel 2-2 di Cagliari), mentre in Coppa Italia Borriello ha timbrato il cartellino per due volte, entrambe contro il Brescia.

La società rossonera, finora, non ha replicato alla notizia.

La Juventus perderà ufficialmente il suo sponsor alla fine della stagione. Tamoil, compagnia petrolifera, ha firmato un nuovo contratto coi bianconeri che scade a giugno e non più nel 2010. Per le casse bianconere una grossa perdita, stimata sui 230 milioni di euro

Non c’è proprio tregua per la Juventus. Se in campo le cose si stanno mettendo bene e il ritorno in A si avvicina di settimana in settimana, al di fuori del rettangolo di gioco l’annus horribilis bianconero sembra non avere fine. Stavolta la società torinese è stata colpita sul fattore economico con la notizia, decisamente poco piacevole, dell’annullamento ufficiale del ricco contratto con Tamoil, colosso petrolifero e sponsor sulle maglie bianconere. Già ai tempi dello scandalo di calciopoli la compagnia petrolifera aveva comunicato di non voler rispettare la durata del contratto e di chiudere il rapporto quanto prima possibile.

Il vecchio accordo, di durata quinquennale, scadeva nel 2010 e garantiva alle casse juventine l’ingente cifra di 230 milioni di euro, oltre ai 20 della stagione in corso che la Juventus comunque percepirà , grazie alla mediazione di Cobolli Gigli, che è riuscito a convincere la compagnia libica a rimanere almeno fino al termine della stagione, tramite la sottoscrizione di un nuovo accordo. Una perdita davvero notevole, che imporrà una drastica riduzione dei costi. Che, comunque, non dovrebbe riguardare la prima squadra.

La Tamoil lascia dunque la Juventus ma non pare intenzionata a lasciare il calcio. Altri club sarebbero interessati a stipulare un accordo, tra cui la Sampdoria di Riccardo Garrone, che vanta ottimi rapporti con Saif Gheddafi, numero uno dell’azienda petrolifera.

Quanto alla Juventus, il tracollo finanziario potrebbe essere scongiurato nel 2007 con la stipulazione un importante accordo di partnership con l’agenzia di scommesse sportive BWin, già sponsor del Milan nella stagione in corso e disposta a investire una grossa somma per il progetto serie A della Juventus, pur sapendo di dover rinunciare alle apparizioni in campo europeo.

La serie A scende in campo questa sera per la 17a giornata di campionato. Palermo e Milan vogliono voltare pagina.
La serie A torna in campo a soli tre giorni dal 16° turno per il rush di fine 2006: per molte squadre sara’ l’occasione per riscattarsi. Mai come in questo caso gli impegni ravvicinati arrivano come una manna: per il Palermo di Guidolin l’occasione del rilancio si chiama Ascoli. Il fanalino di coda della classifica, reduce da 3 sconfitte consecutive, contestato dai tifosi, pare a questo punto la vittima sacrificale dei rosanero alle prese con tensioni interne fra Zamparini e Guidolin. Il tecnico veneto manda in campo nuovamente Di Michele, sacrificato domenica sera contro la Roma. Più difficile invece l’impegno del Milan che per riprendere fiducia dopo un periodo a dir poco negativo dovrà battere un avversario risposato dopo la pausa forzata di domenica scorsa: l’impraticabilità del Massimino ha consentito al Catania di recuperare le forze in vista della delicatissima trasferta di San Siro. Di fronte il Milan dell’ultimo periodo, incerottato più che mai, reduce dal 2-2 agguantato in extremis a Firenze. Kaladze, anche se no al meglio, ci sarà . Sul fronte siciliano invece sarà finalmente la volta del ritorno di Mascara dopo le cinque giornate di squalifica inframmezzate da 14′ di gioco nel nefasto Roma-Catania 7-0. Precedenti assolutamente a favore dei rossoneri, che su 8 partite non hanno mai perso. E’ invece il segno X a prevalere nei precedenti di Atalanta-Udinese. I bergamaschi sono reduci da un buon pareggio in casa del Siena, sul proprio terreno hanno un ruolino di marcia ottimo, con una sola sconfitta in 8 partite. Colantuono ipotizza un possibile turnover rispetto alla gara contro la squadra di Beretta. Di fronte una formazione bianconera che ha appena allontanato possibili polemiche con la larga vittoria con il Cagliari costata la panchina a Giampaolo, ma che fuori casa ha un rendimento che non lascia molto margine all’ottimismo. Sono gli assenti invece i protagonisti di Sampdoria-Livoro: Novellino deve rinunciare anche a Berti, che è stato operato per ridurre la frattura al polso destro e tornerà in primavera. Al suo posto Castellazzi. Non ci saranno nemmeno Terlizzi e Delvecchio, quest’ultimo squalificato così come Pasquale nel Livorno. La squadra amaranto perde anche Galante per contrattura alla coscia sinistra. Sarà la Fiorentina a testare il primo cagliari di Franco Colomba, anche se lo sarà solo per la forma: troppo poco il tempo a disposizione del neotecnico per mettere mano alla squadra, che avrà ancora il volto di Giampaolo. Emergenza in difesa per i viola, che avranno al centro dello schieramento difensivo probabilmente Potenza. I precedenti fanno tremare i polsi ai tifosi fiorentini: in 26 trasferte a Cagliari la Fiorentina ha raccolto soltanto una vittoria. Nelle zone basse della classifica spicca Chievo-Reggina: i clivensi sono reduci dal buon pareggio di Parma e recuperano Giunti e Cossato, mentre negli amaranto è emergenza dovuta alle tre squalifiche: il giudice sportivo infatti ha fermato Aronica, Bianchi e Leon. Chiudono il programma della 17.a giornata, con fischio d’inizio alle 20.30 su tutti i campi, Empoli-Siena e Messina-Parma. Non perdere il nostro MULTILIVE: aggiornamenti in tempo reale da tutti i campi!

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