Dicembre 2006
Archivi Mensili
Mer, 20 Dic 2006
Squadre all’assalto per cercare rinforzi decisivi: con pochi soldi, la necessità di effettuare qualche scambio, e un paio di giocatori che più di altri stuzzicano la fantasia dei tifosi
Soldi? Pochi: o comunque non molti; necessità ? Tante: soprattutto per alcune squadre che volenti o nolenti si trovano in una situazione decisamente difficile e che hanno la necessità di qualche operazione di riparazione non solo per migliorare il roster ma anche per calmare la piazza. E’ sicuramente il caso del Milan che dopo una campagna acquisti giocata sul saldo attivo della cessione Shevchenko non è riuscita con l’arrivo del solo Ricardo Oliveira a tranquillizzare la tifoseria e a migliorare una situazione di classifica che si è fatta preoccupante. Il Milan pensa alla difesa, a Oddo ad esempio: per cui potrebbe anche arrivare a offrire parecchi soldi. Ma sempre troppo pochi rispetto alle volontà di Lotito che si è presentato in via Turati due giorni fa, cogliendo l’occasione dell’assemblea di Lega, per presentare il suo prezzo: 20 milioni di euro. Troppi per un Milan che considera questa stagione di transizione anche sotto l’aspetto dei trasferimenti.
Diversa invece la situazione che riguarda Tavano che da ieri, lo ha dichiarato il direttore generale del Valencia Amedeo Carboni, è ufficialmente sul mercato: “Pensiamo di cederlo subito - dice l’ex giocatore di Roma e Sampdoria - ma le trattative che abbiamo aperto, per quanto avviate, non sono ancora ben definite. La Roma è molto interessata al giocatore, che a sua volta vorrebbe trasferirsi proprio alla Roma. Ma non si può certo dire che l’affare sia già concluso”. Un messaggio molto chiaro anche nei confronti di eventuali altri acquirenti, ad esempio il Milan o l’Inter che sull’ex giocatore dell’Empoli avevano fatto più di un pensiero.
Nessuna trattativa sembra invece riguardare Cassano, sempre più corpo estraneo al Real, sempre più problema da gestire per gli eventuali acquirenti italiani. E mentre il Milan sembra aver fallito l’aggancio di Gago (Boca che litiga sugli spiccioli ma sembra già d’accordo sul grosso del trasferimento al Real), e la Juve non sembra convintissima di voler puntare su Mascherano, quasi tutti i club sembrano organizzarsi soprattutto per l’estate. La Juve in particolare sta portando molto avanti la trattativa con Miroslav Klose.
Mer, 20 Dic 2006
Il proprietario della società nerazzurra ha rivelato che, prima che scoppiasse il caso Calciopoli, si stava preparando a vendere l’Inter
La scorsa primavera, prima che esplodesse Calciopoli, Massimo Moratti era pronto a vendere l’Inter, aveva perfino dato l’incarico ad alcune banche e ricevuto offerte da tre gruppi stranieri. Poi con lo scandalo ha bloccato tutto.
A rivelarlo è lo stesse presidente dell’Inter in una lunga intervista all’Espresso che la pubblica nel numero in edicola domani e che il settimanale ha anticipato. “Volevo capire - spiega - se davvero sarebbero emerse le cose che pensavo da anni”. Negli anni a Moratti era stata appiccicata addosso l’etichetta di “eterno sconfitto”. Una definizione in cui lui non si è mai riconosciuto.
“Sapevo che se l’Inter non vinceva mai le ragioni andavano cercate altrove. In quella cappa di impossibilità che poi è emersa, ma a cui tutti sembravano indifferenti”. Il riferimento è al “sistema” Moggi, e a quella “cappa” alla quale a un certo punto Moratti ammette di essersi “rassegnato”, perché capiva che “ad andare bene con quel sistema lì saremmo sempre arrivati secondi. E allora ho pensato seriamente di mollare”.
Il pensiero di vendere gli è venuto attorno ad aprile. “Non ce la facevo più a vedere quello che succedeva nell’indifferenza generale - continua Moratti -. Non speravo che sarebbe venuta fuori la verità , almeno in tempi brevi. Ero davvero stufo”. E allora? “Allora ho chiamato un paio di banche e le ho incaricate di vendere l’Inter. Anche la mia famiglia era d’accordo, non volevano più vedermi così stressato”. E il sondaggio delle banche ha dato anche qualche frutto: “si sono subito fatti avanti tre gruppi: uno russo, uno canadese e uno mediorientale”.
La “pulizia” fatta da Calciopoli, poi, ha bloccato tutta l’operazione, e l’Inter, oltre allo scudetto sul petto, si è riguadagnata anche il suo presidente, uno degli uomini di sport che fanno bene al calcio.
Lun, 18 Dic 2006
Nella giornata che consegna l’Inter di Mancini alla storia e’ doveroso sottolineare anche cio’ che, con il calcio, ha poca attinenza
Non solo prodezze balistiche quali quella di Dessena in Parma-Chievo o le rovesciate da acrobata di Quagliarella e Materazzi, la 16a giornata di serie A verra’ ricordata anche come la domenica in cui il cervello si annebbia per un attimo e la signorilita’ viene accantonata per un istante.
E’ il caso di Bruno Giordano, allenatore del Messina, che durante la sfida di San Siro contro l’Inter si e’ reso protagonista di un antipatico battibecco con Materazzi nei pressi dell’area tecnica di fronte alla panchina giallorossa. Il difensore interista cercava il pallone per riprendere il gioco il più velocemente possibile ma Giordano lo nascondeva con fare da presa in giro. L’ovvia reazione dell’interista scatena in Giordano l’agonismo del giocatore e porta l’ex attaccante della Lazio a rifilare un buffetto non proprio amichevole al suo diretto interlocutore. Giusto il rosso al tecnico dei siciliani, molto più da par condicio il giallo al difensore.
Purtroppo quello del Meazza non è un caso isolato. Al Picchi di Livorno, l’uomo simbolo degli amaranto, Cristiano Lucarelli, decide, al momento del gol del vantaggio laziale firmato da Pandev, di scagliarsi sull’attaccante macedone procurandogli una brutta ferita al naso. Da film dell’orrore la maglia di Pandev che giocherà tutto il secondo tempo della partita con la divisa sporca di sangue.
Il Granillo è teatro della contestazione dei tifosi della Reggina. Delusi dalla sconfitta ma soprattutto dall’arbitraggio di Rosetti, i supporters calabresi decidono che il modo migliore per farsi notare è rendere invivibile il finale di partita. I primi insulti partono addirittura dal presidente Foti. Non ci si deve sorprendere quindi se al termine della gara, Bazzani sia colpito da una monetina lanciata da qualche imbecille sugli spalti.
La morale in questi casi è d’obbligo ma noi preferiamo non farla. I discorsi lasciano il tempo che trovano. Le riflessioni, a volte, aiutano di più. Riflettiamo allora sulle dichiarazioni di Materazzi nel dopo partita di Inter-Messina. Poco prima Giordano si era professato “innocente” ai microfoni della stampa. Il difensore di Mancini non lo ha attaccato pretendendo scuse che, probabilmente, non sarebbero mai arrivate, anzi. Ha preferito deviare l’argomento giustificando il fare del tecnico: “Ha parlato a caldo, lasciamogli il tempo di realizzare bene cosa è successo, sono sicuro che domani sarò di un altro avviso”.
Un bel gesto quello del Campione del Mondo nerazzurro. Soprattutto se considerato che Materazzi è da sempre visto come uno dei giocatori più indisciplinati di tutto il campionato. Nella domenica dei pazzi quindi, proviamo ad imparare a comportarci seguendo direttamente l’insegnamento di uno di loro che, con il tempo, ha imparato a gestirsi.
Lun, 18 Dic 2006
Da un mese a questa parte la compagnia di Mancini non sembra aver rivali nel torneo in corso. E i problemi diventano meri dettagli.
Adriano continua a non segnare, e fanno ormai nove mesi di astinenza. I problemi muscolari di Samuel e Vieira tolgono due pedine importanti nello scacchiere di Roberto Mancini. E Materazzi e’ rimasto coinvolto nell”ennesimo episodio della sua controversa carriera.
Fosse questo il racconto fedele della partita col Messina e del momento nerazzurro, il campionato avrebbe ancora un senso. E invece ormai da qualche mese l’Inter vive in un mondo inimmaginabile in cui a quelle maglie col tricolore sul petto riesce tutto, vive in Matrix, soprannome di un Materazzi memorabile con la sua rovesciata, dimostrazione che campione del mondo non lo è diventato per caso.
In questa realtà fatata, Ibrahimovic è diventato attaccante prolifico, oltre che delizioso palleggiatore: contro il Messina, lo svedese ha segnato il settimo gol in campionato, quanti ne aveva realizzati in un campionato intero con la Juve.
Soprattutto, l’Inter è sempre più una squadra. Merito del suo demiurgo, Roberto Mancini, che rinuncia inizialmente al suo apriscatole, Hernan Crespo, e al suo detonatore, Dejan Stankovic, eppure i nerazzurri non accusano le assenze. Rischiano di andare sotto, non sfondano nel primo tempo ma danno sempre la sensazione di poter segnare da un momento all’altro: per la qualità dei suoi interpreti, come le presunte riserve come Figo e Recoba, e del gioco.
Non manca un po’ di fortuna, con cui Julio Cesar porta a 560 minuti l’imbattibilità interna.
I problemi enunciati in partenza sono dunque marginali, anomalie trascurabili nell’incredibile realtà di Matrix.
Sab, 16 Dic 2006
Tra il tormentone Sheva, le difficolta’ del momento e il sorriso per l’urna benevola di Nyon. Così il Milan si prepara per la trasferta di Firenze.
Perche’ tra errori, infortuni e pali, i rossoneri sono ancora alla ricerca di un”identita’ precisa come ha sottolineato il rientrante Gattuso che ha parlato anche di un Milan un po’ piu’ vecchio e lontano da quello ammirato negli ultimi anni. La personalita’ del centrocampista azzurro sara’ determinante nella scalata dei rossoneri alla crisi così come il pieno recupero di Kakà , Pirlo e Kaladze, giocatori chiave nello scacchiere di Ancelotti.
Un Ancelotti che si è detto fiducioso per la sfida contro la Fiorentina, perché per la prima volta il gruppo ha potuto lavorare quasi al completo. Non ci sarà Maldini per un problema all”adduttore, ci sarà invece l”ex di turno Cristian Brocchi che in Toscana ci sarebbe rimasto volentieri. Le geometrie di Liverani, il talento di Mutu, il fisico di Toni, questi gli incubi di Ancelotti, queste le armi in più a disposizione del suo dirimpettaio Prandelli, premiato in settimana con la panchina d”oro. Il lavoro del tecnico di Orzinuovi è ancora più evidente nella travagliata stagione attuale perché è riuscito a far ripartire la sua squadra dopo il sogno champions sfumato. E adesso per la prima volta in campionato la Fiorentina è salva grazie alle tre vittorie nelle ultime cinque partite. Per la sfida contro il Milan Prandelli perde Gamberini e Pazienza ma ritrova Santana dopo oltre un mese anche se l”ex palermitano partirà con ogni probabilità dalla panchina.
Il dubbio riguarda soprattutto il modulo perché i dubbi al suo tecnico li ha fatti venire Riccardo Montolivo decisivo nella vittoria viola a Verona contro il Chievo. Con l”ex atalantino in campo dietro le punte, spazio al centrocampo a rombo, altrimenti consueto 4-3-3.
Sab, 16 Dic 2006
Juventus-Cesena, valida per la sedicesima giornata della Serie B è stata rinviata. La decisione è stata presa direttamente allo Stadio Olimpico di Torino dalla società bianconera dopo la morte di due ragazzi di 17 anni delle giovanili bianconere.
Questo l’annuncio dello speaker del Delle Alpi che spiega il motivo del rinvio di Juventus-Cesena: “La gara di questa sera non sarà disputata. Un grave incidente ha colpito la società . Il dirigente sportivo Alessio Secco, i dirigenti e i giocatori hanno deciso di non giocare la partita che verrà recuperata nel 2007″.
Secondo una prima ricostruzione, Riccardo Neri e Alessio Ferramosca, entrambi diciassettenni, al termine dell’allenamento del pomeriggio sarebbero scivolati all’interno di un laghetto artificiale alle spalle del campo di allenamento nel tentativo di raccogliere dei palloni.
I loro corpi sono stati recuperati dai sommozzatori dei vigili del fuoco. Alessio Ferramosca è stato dichiarato clinicamente morto dal medici del Cto. Per il secondo ragazzo, Riccardo Neri, arrivato in ospedale con una temperatura corporea di 20 gradi, i medici hanno tentato un estremo tentativo di rianimazione salvo poi desistere dopo un paio d’ore, visto che la temperatura era risalita solo di un grado.
La reale dinamica del tragico incidente è al momento al vaglio della Magistratura. Il Presidente della Lega calcio, Matarrese, ha disposto per tutte le gare di domani un minuto di silenzio ed il lutto al braccio.
La partita verrà recuperata con ogni probabilità nei primi giorni del prossimo anno.
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