Le condizioni di sicurezza e gli eventuali rischi per l’ordine pubblico in vista della finale di Coppa Italia saranno valutate nella riunione di oggi pomeriggio dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive del Viminale. Lo ha confermato il presidente stesso dell’Osservatorio, Felice Ferlizzi.
Sabato 24 maggio, inizio alle ore 21, alla stadio Olimpico di Roma si gioca l’atto conclusivo della coppa che vede, per la terza volta consecutiva,arrivare in finale Roma e Inter. Tutto questo a nemmeno una settimana dalle sfide di Parma e Catania che assegneranno lo scudetto edizione 2007-2008.
Maggio 2008
Gio, 15 Mag 2008
Osservatorio si riunisce per decidere su partecipazione tifosi a finale Coppa Italia
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Gio, 15 Mag 2008
Trasferte vietate ai tifosi di Inter e Roma sia a Parma che Catania
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Inter e Roma saranno costrette a giocarsi lo scudetto in trasferta senza l’apporto dei propri tifosi. Dopo Catania anche il prefetto di Parma ha deciso di vietare la trasferta dei tifosi dell’Inter al “Tardini” domenica prossima. La decisione, presa al termine della riunione del comitato per l’ordine pubblico, è stata resa nota dal sindaco della città emiliana, Pietro Vignali. Il prefetto di Parma, pur convinto della correttezza dei tifosi di Parma e Inter,ha stabilito che i biglietti per il settore ospiti dello stadio vengano regalati ai bambini delle scuole.
Intanto il prefetto catanese ha firmato il decreto che impone il divieto d’accesso allo stadio Massimino domenica ai sostenitori della Roma.
Mer, 14 Mag 2008
Inter con spogliatoio a pezzi in vista della sfida decisiva di domenica. Mancin verso addio
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Si può udire lo sgocciolio delle docce, tanto il silenzio è pesante, mentre Roberto Mancini pronuncia il seguente discorsetto alla squadra, poco dopo il disastroso 2-2 contro il Siena: “Abbiamo sbagliato tutto. Abbiamo giocato senza testa. Per esempio tu, Marco, quel rigore non dovevi tirarlo: toccava a Cruz, che è il rigorista, e le regole bisogna rispettarle. Ma non sei stato l’unico a sbagliare. Neanche gli altri hanno fatto quello che dovevano. Adesso però è inutile parlarne ancora. Iniziamo a concentrarci per domenica prossima. D’ora in poi niente scuse: c’è un’altra partita, l’ultima, e quella non possiamo proprio sbagliarla. A martedì”. Non una replica, non un sussurro, dopo le parole del tecnico.
Materazzi rimane quasi tre quarti d’ora seduto al suo posto, con la testa fra le mani, in silenzio, prima di salire al piano di sopra per l’antidoping. Intorno a lui tutti tacciono, attoniti, increduli, anche quelli che con Materazzi non hanno un rapporto straordinario o non ce l’hanno affatto: qualcuno pensa cosacce su di lui, questo sì, ma nessuno fiata. Non è proprio il momento.
Neppure Massimo Moratti, che fa un salto nello spogliatoio, parla con la squadra: non è proprio il momento. Il presidente si intrattiene con Branca e Oriali, cerca di capire cosa stia succedendo, poi se ne torna a casa. E inizia la settimana del tormento.
Ora c’è da capire quale Inter si presenterà domenica a Parma. Parlare di gruppo unito e compatto, o di spogliatoio dilaniato dalle lotte tra i clan o addirittura di giocatori contro l’allenatore, non ha molto senso, non qui, non ora: è troppo tardi, o troppo presto. E’ rimasta una sola partita da giocare (più la finale di Coppa Italia del 24) e su quella ci si concentrerà.
Poi da lunedì prossimo sarà già futuro, ed è un futuro che secondo i rumors più accreditati potrebbe non contemplare più Roberto Mancini, comunque vada a Parma. Il rapporto di fiducia con Moratti si è sbriciolato negli ultimi mesi, e forse anche quello con una parte della squadra. Mentre le voci su Mourinho riprendono quota (ma occhio a Prandelli, vecchio pallino del presidente), non si può non annotare come molti giocatori dell’Inter non siano più in sintonia con il tecnico. La lista comprende tra gli altri Vieira, Figo, Crespo, ma anche Ibrahimovic, che ha mal sopportato nel 2008 le insistenze di Mancini a mandarlo in campo anche in precarie condizioni, come non ha gradito le pressioni del tecnico per farlo tornare dopo l’infortunio. Ora pare che si cercherà di utilizzarlo a Parma, ma solo se riuscirà ad allenarsi con i compagni da qui a sabato, visto che non gioca dal 29 marzo.
Con Mancini, oltre al fidatissimo Stankovic e all’indecifrabile Cesar, che è in scadenza di contratto e ora sta fiutando l’aria che tira e magari non rema nella direzione che Mancini si aspetterebbe, ci sono ancora i brasiliani Julio Cesar, Maicon e Maxwell, gente che il tecnico ha imposto all’Inter, mentre con lo stesso Materazzi i rapporti sono tornati a guastarsi di recente. Il folto gruppo argentino non è affatto ostile a Mancini, ma diciamo che nessuno, da Zanetti in giù, si getterà nel vuoto per salvare il tecnico in caso di defenestrazione: è il calcio professionistico, bellezza.
Moratti sa tutto ciò e riflette. Ha iniziato a riflettere a dire il vero l’11 marzo scorso, dalla notte di Inter-Liverpool con l’addio di Mancini annunciato e poi ritirato, e di sicuro da quel giorno tra i due si è rotto qualcosa. Senza contare che c’è quel vecchio dissidio tra l’allenatore e il medico sociale, culminato in un terribile scambio di vedute negli spogliatoi di Napoli lo scorso 2
marzo, con accuse e insulti: Mancini non vuole più Combi, ma Combi a Moratti va più che bene e da questa situazione in qualche modo bisognerà uscire, con la possibilità che nella storia il vaso di coccio sia proprio, a sorpresa, Mancini.
Ma da oggi a domenica c’è solo Parma, e lo scudetto che si può ancora vincere, oltre al premio da 250.000 euro a testa su cui tutti giuravano fino a dieci giorni fa e che ora rischia di evaporare come un miraggio nel deserto. Lo staff tecnico ha pensato di portare tutti in ritiro da venerdì, ma per ora il programma non è cambiato.
Nessuno parlerà fino a sabato: è un silenzio stampa “protettivo” che verrà interrotto solo da Mancini alla vigilia di Parma-Inter. Burdisso potrebbe pagare la brutta prestazione contro il Siena, ma sono sfumature: l’importante è provare a ripescare, dal pozzo in cui è caduta, l’Inter che dominava il campionato. Poi da lunedì liberi tutti. Liberi di pensare a Mourinho, liberissimi anzi, e Mancini magari inizierà a pensare al Manchester City, suo probabile approdo.
Mer, 14 Mag 2008
Totti su Scudetto: Vince l’Inter ma la Roma ha giocato meglio
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Francesco Totti ci crede ancora, ma per scaramanzia continua a ripetere che lo scudetto lo vincerà l’Inter. In un intervista rilasciata a Sky il capitano giallorosso ha detto: “Abbiamo ancora una possibilità ma sicuramente vincerà l’Inter. Abbiamo ancora una possibilità ci crediamo ma sicuramente vinceranno loro”.
Alla domanda se lo scudetto andrà alla squadra più forte, Totti aggiunge: “Non so. I numeri dicono che abbiamo fatto lo stesso percorso, loro hanno un pareggio più di noi. La Roma però ha espresso il miglior calcio, in Italia ed in Europa. Ora sono davanti loro, se dovessero vincere li applaudiremo”.
Mer, 14 Mag 2008
Polemica su divieto trasferta tifosi Roma a Catania, giovedì decisione definitiva
Scritto da admin in Calcio Serie A , RomaNessun Commento
L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha deciso che i tifosi della Roma non potranno seguire la propria squadra nella cruciale trasferta di Catania domenica prossima. Hanno prevalso le preoccupazioni espresse da parte di prefettura e questura del capoluogo etneo. In particolare il prefetto Finazzo aveva evidenziato le ruggini tra le due tifoserie e la percezione di segnali negativi”.
Di diverso avviso l’Osservatorio per quanto riguarda l’altra partita scudetto: i tifosi interisti potranno andare in trasferta a Parma.
Il presidente dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive Felice Ferlizzi nonostante la decisione presa lascia aperto uno spiraglio alla possibilità di vedere tifosi romanisti a Catania.
Il presidente della Lega, Antonio Matarrese, commenta così il veto di trasferta ai tifosi giallorossi deciso dall’Osservatorio del Viminale: “Al momento per i tifosi romanisti non ci sarà la possibilità di seguire la squadra,mentre per quanto riguarda Parma non c’è pericolosità che possa bloccare i tifosi nerazzurri, ma il tavolo non è ancora sciolto: siamo aperti ad altri significativi contributi e giovedì ci sarà una nuova riunione per vedere se sarà possibile tornare sulla decisione”.
“I tifosi della Roma devono poter andare a Catania, questo è il calcio che vogliamo”.
Alludendo all’altra gara clou di domenica, Parma-Inter,non inibita ai sostenitori nerazzurri, Matarrese aggiunge: “Non accettiamo disparità, ma una decisione di forza creerebbe una rottura con l’Osservatorio.Sono invece convinto che le forze dell’ordine siano in grado di garantire la sicurezza”.
“Come uomo di sport non mi fa piacere, ma questa è la strada intrapresa dalle autorità e le regole valgono per tutti”. Così il presidente Antonino Pulvirenti commenta la decisione di vietare la trasferta al Massimino ai tifosi della Roma. “Anche ai nostri tifosi è stato impedito di andare a Roma”, aggiunge Pulvirenti, secondo il quale la regolarità del campionato non è in discussione: “Non credo che la presenza di mille tifosi romanisti potesse influire sull’andamento del risultato”. Poi carica la squadra: “Per noi la salvezza equivale a qualcosa in più di uno scudetto”.
Mer, 14 Mag 2008
Moratti chiede all’Inter una settimana tranquilla
Scritto da admin in Calcio Serie A , serie A 2007/2008 , InterNessun Commento
“Questa settimana me ne sto tranquillo”, dice Massimo Moratti nascondendo a malapena la delusione per il matchball mancato con il Siena. In silenzio stampa il presidente e la squadra nerazzurra così come in silenzio stampa è il Parma. I gialloblù si giocano la salvezza con l’Inter, ma in panchina non c’è più Cuper, proprio il tecnico dell’Inter nel famoso 5 maggio 2002, ma l’allenatore della primavera Manzo.
A parlare ci pensa, sull’altra sponda della corsa scudetto, Francesco Totti: “Domenica vincerà la Roma, ma vincerà anche l’Inter”. Il capitano giallorosso non rivela se la sua sia rassegnazione, come la scorsa settimana, o scaramanzia.