Dom, 30 Set 2007
A Torino sale la febbre per il derby
Scritto da admin in Calcio Serie A , Notizie calcio , serie A 2007/2008 , JuventusHa il record di presenze e di gol segnati nel nuovo Toro. E’ l’unico big granata ad essere arrivato già nel settembre 2005, nei primissimi giorni dell?era Cairo. Insomma, più di Alessandro Rosina nessuno avrebbe meritato di giocare stasera il derby ritrovato. Trascinatore nella promozione dalla B, uomo in più nella complicatissima salvezza della scorsa stagione, icona del Centenario, idolo della Maratona. Niente Juve, invece, per lui. E le schermaglie sempre più accese sul contratto da rinnovare non c’entrano. Rosina salta il derby perchè non sta bene.
Infiammazione agli adduttori, dice la società. Rischio-pubalgia, si mormora fuori dall’ufficialità, pensando a un problema sorto fin dai primi giorni di ritiro estivo e poi rispuntato in altre occasioni. Roba da non trascurare assolutamente, comunque. L’ex azzurrino, in odore di promozione nella Nazionale sperimentale che sfiderà il 17 ottobre il Sud Africa, era uscito dolorante mercoledì sera dal Tardini parmigiano. Ieri pomeriggio, nella Sisport ancora deserta, ci ha riprovato. Pochi minuti, qualche esercizio, un pò di allunghi. Il solito guaio. Niente da fare.
Novellino farà senza. E’ abituato a non piangersi addosso, ad arrangiarsi con quel che ha. “Che non è poco: la Juve ha tanti giocatori di qualità, ma io pure ne ho”. Probabile che Monzon si copra più del solito: Recoba alle spalle di Ventola e davanti a un centrocampo irrobustito, con Paolo Zanetti favorito su Motta. Sicuro, invece, che il tecnico micidiale nei derby (vinti 3 su 3, a Genova) non veda l’ora di giocare. Non ne può più di questa lunghissima vigilia. “Finalmente ci siamo. ” da inizio stagione che qui si parla di Juve e si pensa al derby. Qualcosa abbiamo pagato, nell’attesa. Adesso speriamo di farla pagare a loro”.
La gente granata ci crede. “Voglio un’altra squadra, nel derby - proclama Monzon -. Un Toro da combattimento, capace di lottare e di soffrire, di saper leggere e giocare una partita difficilissima. Torno in panchina, per fortuna. Ma in sfide del genere l’allenatore conta poco. Deve limitarsi a dare un’impostazione tattica, a istruire sulle caratteristiche degli avversari.
Non c’è bisogno di caricare e motivare?. Novellino è reduce dall’espulsione di Palermo, dalla squalifica rimediata dopo il Siena e dall’episodio contestato della cesta di Parma. “Ho imparato la lezione - assicura -. Abbiamo tutti il dovere di dare una mano all’arbitro, specie in partite come questa”. Stasera verificheremo sul campo. Di certo, sull’altra sponda, ci sarà tutto un altro tipo di personaggio. “Come me, Ranieri s’è fatto tutte le categorie. E’ cresciuto, ha vinto e adesso si merita la Juve, il massimo per un allenatore. C’è già il suo marchio sulla squadra bianconera. Tanta qualità, ma mentalità operaia: bravo lui ad avergliela instillata così in fretta”.
In attesa di fare chiarezza, ricama attorno al derby di stasera un bouquet di frasi che vanno dal classico “queste non sono mai partite come le altre”, per proseguire con un altrettanto tipico “E’ una partita che va estrapolata dal campionato”, concludendo con questa doppia sciabolata morbida: “Per il derby c’è un libro a parte, si tratta di una roulette russa”. Da apprendista derbista si deve basare su quello che ha letto e gli hanno raccontato. Se ha parlato anche con Boniperti dovrà ingurgitare ansiolitici. Ma sa, il bravo allenatore, di poter contare su una Juve che non si risparmia e non si rassegna. Vedi Cagliari, vedi Roma. E infatti anticipa: “Vedrete una squadra da sano combattimento, un gruppo che nelle difficoltà si compatta. E con il Toro difficoltà ne incontreremo tante”.
Già la partenza non è ottima. Un infortunio al polpaccio taglia fuori Iaquinta, l’attaccante più in forma, il giocatore ideale per fare da apripista a Trezeguet e per piantare spilloni dolorosi nella difesa granata. Ma il rombo di centrocampo con Del Piero vertice avanzato dietro le punte potrebbe anche non vacillare. Ranieri, infatti, dovrebbe restare ancorato al modulo delle ultime partite sostituendo semplicemente Iaquinta con Palladino, quest’ultimo elogiato dopo la vittoria con la Reggina. Una frase potrebbe portare a questa soluzione all?apparenza indolore: “L’assenza di Iaquinta mi complica i piani perchè stava facendo bene. Però abbiamo visto che ci sono giocatori che quando sono chiamati all?appello rispondono bene e sono convinto che non lo faranno rimpiangere”. Ma non è neppure da escludere che si torni al 4-4-2 più tradizionale, con Nocerino a destra e Almiron, recuperato dopo due partite lontano dal campo, al fianco di Zanetti, quindi con Trezeguet e Del Piero in attacco. Poche chances per Tiago, che mercoledì dopo venti minuti è rimasto ai margini della partita. “Ha le stesse possibilità degli altri” la frase di Ranieri che non nega una carezza a nessuno. E si raccomanda: Restiamo uniti, nessuno scappi via. Il tecnico bianconero ha idee chiare anche sul Toro: “A loro toglierei Recoba. Novellino? E’ uno giusto per la squadra granata. Cairo ha scelto bene per portare avanti un progetto che permetterà alla città di avere di nuovo due squadre in lotta per traguardi importanti. L’episodio della cesta mi ha fatto sorridere. Un colpo di furbizia. Bravo Walter. Io non l’avrei mai fatto”.