Inter


Inter e Roma saranno costrette a giocarsi lo scudetto in trasferta senza l’apporto dei propri tifosi. Dopo Catania anche il prefetto di Parma ha deciso di vietare la trasferta dei tifosi dell’Inter al “Tardini” domenica prossima. La decisione, presa al termine della riunione del comitato per l’ordine pubblico, è stata resa nota dal sindaco della città emiliana, Pietro Vignali. Il prefetto di Parma, pur convinto della correttezza dei tifosi di Parma e Inter,ha stabilito che i biglietti per il settore ospiti dello stadio vengano regalati ai bambini delle scuole.
Intanto il prefetto catanese ha firmato il decreto che impone il divieto d’accesso allo stadio Massimino domenica ai sostenitori della Roma.

Si può udire lo sgocciolio delle docce, tanto il silenzio è pesante, mentre Roberto Mancini pronuncia il seguente discorsetto alla squadra, poco dopo il disastroso 2-2 contro il Siena: “Abbiamo sbagliato tutto. Abbiamo giocato senza testa. Per esempio tu, Marco, quel rigore non dovevi tirarlo: toccava a Cruz, che è il rigorista, e le regole bisogna rispettarle. Ma non sei stato l’unico a sbagliare. Neanche gli altri hanno fatto quello che dovevano. Adesso però è inutile parlarne ancora. Iniziamo a concentrarci per domenica prossima. D’ora in poi niente scuse: c’è un’altra partita, l’ultima, e quella non possiamo proprio sbagliarla. A martedì”. Non una replica, non un sussurro, dopo le parole del tecnico.
Materazzi rimane quasi tre quarti d’ora seduto al suo posto, con la testa fra le mani, in silenzio, prima di salire al piano di sopra per l’antidoping. Intorno a lui tutti tacciono, attoniti, increduli, anche quelli che con Materazzi non hanno un rapporto straordinario o non ce l’hanno affatto: qualcuno pensa cosacce su di lui, questo sì, ma nessuno fiata. Non è proprio il momento.
Neppure Massimo Moratti, che fa un salto nello spogliatoio, parla con la squadra: non è proprio il momento. Il presidente si intrattiene con Branca e Oriali, cerca di capire cosa stia succedendo, poi se ne torna a casa. E inizia la settimana del tormento.
Ora c’è da capire quale Inter si presenterà domenica a Parma. Parlare di gruppo unito e compatto, o di spogliatoio dilaniato dalle lotte tra i clan o addirittura di giocatori contro l’allenatore, non ha molto senso, non qui, non ora: è troppo tardi, o troppo presto. E’ rimasta una sola partita da giocare (più la finale di Coppa Italia del 24) e su quella ci si concentrerà.
Poi da lunedì prossimo sarà già futuro, ed è un futuro che secondo i rumors più accreditati potrebbe non contemplare più Roberto Mancini, comunque vada a Parma. Il rapporto di fiducia con Moratti si è sbriciolato negli ultimi mesi, e forse anche quello con una parte della squadra. Mentre le voci su Mourinho riprendono quota (ma occhio a Prandelli, vecchio pallino del presidente), non si può non annotare come molti giocatori dell’Inter non siano più in sintonia con il tecnico. La lista comprende tra gli altri Vieira, Figo, Crespo, ma anche Ibrahimovic, che ha mal sopportato nel 2008 le insistenze di Mancini a mandarlo in campo anche in precarie condizioni, come non ha gradito le pressioni del tecnico per farlo tornare dopo l’infortunio. Ora pare che si cercherà di utilizzarlo a Parma, ma solo se riuscirà ad allenarsi con i compagni da qui a sabato, visto che non gioca dal 29 marzo.
Con Mancini, oltre al fidatissimo Stankovic e all’indecifrabile Cesar, che è in scadenza di contratto e ora sta fiutando l’aria che tira e magari non rema nella direzione che Mancini si aspetterebbe, ci sono ancora i brasiliani Julio Cesar, Maicon e Maxwell, gente che il tecnico ha imposto all’Inter, mentre con lo stesso Materazzi i rapporti sono tornati a guastarsi di recente. Il folto gruppo argentino non è affatto ostile a Mancini, ma diciamo che nessuno, da Zanetti in giù, si getterà nel vuoto per salvare il tecnico in caso di defenestrazione: è il calcio professionistico, bellezza.
Moratti sa tutto ciò e riflette. Ha iniziato a riflettere a dire il vero l’11 marzo scorso, dalla notte di Inter-Liverpool con l’addio di Mancini annunciato e poi ritirato, e di sicuro da quel giorno tra i due si è rotto qualcosa. Senza contare che c’è quel vecchio dissidio tra l’allenatore e il medico sociale, culminato in un terribile scambio di vedute negli spogliatoi di Napoli lo scorso 2
marzo, con accuse e insulti: Mancini non vuole più Combi, ma Combi a Moratti va più che bene e da questa situazione in qualche modo bisognerà uscire, con la possibilità che nella storia il vaso di coccio sia proprio, a sorpresa, Mancini.
Ma da oggi a domenica c’è solo Parma, e lo scudetto che si può ancora vincere, oltre al premio da 250.000 euro a testa su cui tutti giuravano fino a dieci giorni fa e che ora rischia di evaporare come un miraggio nel deserto. Lo staff tecnico ha pensato di portare tutti in ritiro da venerdì, ma per ora il programma non è cambiato.
Nessuno parlerà fino a sabato: è un silenzio stampa “protettivo” che verrà interrotto solo da Mancini alla vigilia di Parma-Inter. Burdisso potrebbe pagare la brutta prestazione contro il Siena, ma sono sfumature: l’importante è provare a ripescare, dal pozzo in cui è caduta, l’Inter che dominava il campionato. Poi da lunedì liberi tutti. Liberi di pensare a Mourinho, liberissimi anzi, e Mancini magari inizierà a pensare al Manchester City, suo probabile approdo.

Francesco Totti ci crede ancora, ma per scaramanzia continua a ripetere che lo scudetto lo vincerà l’Inter. In un intervista rilasciata a Sky il capitano giallorosso ha detto: “Abbiamo ancora una possibilità ma sicuramente vincerà l’Inter. Abbiamo ancora una possibilità ci crediamo ma sicuramente vinceranno loro”.
Alla domanda se lo scudetto andrà alla squadra più forte, Totti aggiunge: “Non so. I numeri dicono che abbiamo fatto lo stesso percorso, loro hanno un pareggio più di noi. La Roma però ha espresso il miglior calcio, in Italia ed in Europa. Ora sono davanti loro, se dovessero vincere li applaudiremo”.

“Questa settimana me ne sto tranquillo”, dice Massimo Moratti nascondendo a malapena la delusione per il matchball mancato con il Siena. In silenzio stampa il presidente e la squadra nerazzurra così come in silenzio stampa è il Parma. I gialloblù si giocano la salvezza con l’Inter, ma in panchina non c’è più Cuper, proprio il tecnico dell’Inter nel famoso 5 maggio 2002, ma l’allenatore della primavera Manzo.
A parlare ci pensa, sull’altra sponda della corsa scudetto, Francesco Totti: “Domenica vincerà la Roma, ma vincerà anche l’Inter”. Il capitano giallorosso non rivela se la sua sia rassegnazione, come la scorsa settimana, o scaramanzia.

Arrivano i risultati che non ti aspetti nella 37° Giornata di Serie A con tante sorprese e copli di scena. L’Inter non va oltre il pareggio interno 2 a 2 contro il Siena a San Siro con Materazzi che al 77′ sciupa un rigore sul 2 a 2. I nerazzurri vedono così sfumare la festa del 16° scudetto, visto che la Roma supera all’Olimpico 2 a 1 l’Atalanta con gol di Panucci e De Rossi e si porta ad un solo punto di distacco dai nerazzurri. Ora l’Inter conduce con 82 punti e la Roma segue ad 81, negli ultimi 90 minuti si deciderà tutto e saranno sicuro 90 minuti di fuoco e pieni di adrenalina. Nell’ultima partita di campionato l’Inter farà visita ad un Parma agguerritissimo in cerca di punti preziosi per la salvezza, mentre la Roma se la vedrà col Catania che dopo aver pareggiato oggi a Torino con la Juventus non è più salvo ma ha bisogno di punti salvezza.
Colpo di scena anche per il quarto posto in classifica dove la situazione si ribalta con la Fiorentina che batte il Parma per 3 a 1 ed il Milan che perde a Napoli con lo stesso punteggio 3 a 1 per i partenopei. Ora la Fiorentina è quarta con 2 punti di vantaggio sul Milan. Domenica la Fiorentina va a Torino contro i granata che sono già salvi ed il Milan affronta in casa l’Udinese alla ricerca di preziosi punti per la qualificazione in Uefa. Si deciderà tutto all’ultimo minuto anche per il quarto posto che vale la Champions League.
I primi verdetti in Serie A sono la salvezza raggiunta oggi da Reggina, Torino e Cagliari e la retrocessione del Livorno, per gli altri due posti rischiano Empoli, Parma e Catania.

FIORENTINA-PARMA 3-1
GENOA-LAZIO 0-2
INTER-SIENA 2-2
JUVENTUS-CATANIA 1-1
LIVORNO-TORINO 0-1
NAPOLI-MILAN 3-1
PALERMO-SAMPDORIA 0-2
REGGINA-EMPOLI 2-0
ROMA-ATALANTA 2-1
UDINESE-CAGLIARI 0-2

Oggi con la 37° Giornata di Serie A potranno arrivare i primi verdetti della stagione ad iniziare dal più atteso con l’Inter che contro il Siena potrebbe vincere il suo 16° scudetto con una giornata d’anticipo. Roberto Mancini in conferenza stampa pre partita dice: “Speravo che fosse un campionato combattuto fino alla fine perché se si riesce a vincere lo si apprezza molto di più. Se dovessimo vincere, poi il valore a questa vittoria glielo daremo noi. Tutto il resto, quello che si dice, non conta”. Il tecnico nerazzurro poi lancia un appello ai tifosi: “Vorrei che San Siro fosse una bolgia, con un tifo assordante dall’inizio alla fine. Il Siena? Ha raggiunto la salvezza e potrà giocare tranquillo”.
I giallorossi non hanno ancora abbandonato l’idea di poter vincere lo scudetto come dice Luciano Spalletti “Noi cercheremo di fare il nostro risultato poi prenderemo in considerazione il risultato di San Siro: sarebbe sbagliato abbassare le armi adesso. Dobbiamo farci trovare pronti a possibili soprese che in passato si sono già verificate”. Spalletti quantifica le chances della Roma: “Abbiamo l’1% di possibilità di vincere lo scudetto: l’Inter è più forte del Siena e può vincere”. “In Coppa Italia invece saremo al 50-50 e il pubblico dalla nostra parte: spero che festeggeremo quel giorno”.
Per quanto riguarda le altre posizioni in classifica la Juventus è ormai sicura del terzo posto e gioca in casa contro un Catania alla ricerca di disperati punti salvezza. Per la lotta al quarto posto il Milan precede la Fiorentina di un punto e va a Napoli contro i partenopei che non hanno più nulla da chiedere a questo campionato, la Fiorentina ospita invece il Parma che è a caccia di una preziosa vittoria salvezza.
In chiave salvezza c’è lo scontro diretto tra Reggina ed Empoli con i calabresi che con una vittoria sarebbero già salvi.

Partite e arbitri 37° giornata Serie A:

Domenica 11 maggio ore 15

FIORENTINA PARMA Morganti
GENOA LAZIO Pierpaoli
INTER SIENA Gava
JUVENTUS CATANIA Trefoloni
LIVORNO TORINO Rocchi
NAPOLI MILAN Farina
PALERMO SAMPDORIA Russo
REGGINA EMPOLI Saccani
ROMA ATALANTA Banti
UDINESE CAGLIARI Brighi

Next Page »