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Si è giunti finalmente ad un accordo per Ronaldinho al Milan. Il fuoriclasse brasiliano in rotta con il Barcelona lascerà a fine stagione il club blaugrana per raggiungere i rossoneri. Lo ha annunciato Roberto de Assis, fratello e agente del giocatore. Il procuratore del calciatore brasiliano si è incontrato di nuovo con il vicepresidente del Milan Adriano Galliani in un pranzo di lavoro a Torino e poi ancora dopo la lunga cena di questa notte è giunto il buon esito della trattativa.
Il fratello e manager del brasiliano questa mattina ha dichiarata: “In linea di principio Ronaldinho e il Milan sono d’accordo”.
L’intesa tra il vicepresidente dei rossoneri e il manager del campione di Porto Alegre prevederebbe un contratto quadriennale da 8 milioni di euro l’anno. Anche Galliani conferma: “C’è una intesa di massima con il giocatore. Ma ora va raggiunta quella con il Barcellona. Tempo al tempo”.
L’incontro a Torino si è svolto in un ristorante a pochi metri dagli alberghi dove erano in ritiro sia il Milan che la Juventus in preparazione dell’anticipo di Serie A.

Si fa nuova luce sui veri motivi del divorzio fra il campione ingleseDavid Beckham e il Real Madrid e non sono sicuramente i litigi con Capello. Lo spice-boys sarebbe andato a giocare negli Usa anche se il presidente Calderon, per cercare di trattenerlo, avesse affidato la panchina a Topo Gigio.
Desta molta curiosità e interesse leggere la classifica dei calciatori più ricchi del reame fatta da France football FL.
Al primo posto c’è David Beckham che per varcare l’oceano e approdare negli Usa ha guadagnato nel 2007 più di 31 milioni di euro netti fra ingaggi e altri opzional.
Le statistiche parlano di sette presenze e un gol nella prima stagione. Meglio, per ora, quella appena cominciata: un gol in due partite. Beckham torna così sul trono occupato già nel 2003 e nel 2005.
Alle sue spalle si piazza in classifica il duo del Barcellona con Ronaldinho che guadagna 24,1 milioni di euro (ma conta di rifarsi fra qualche mese col Milan) e precede di poco il compagno di squadra Leo Messi.
Nella Top ten ci sono due giocatori del Milan, e soprattutto perché emerge che Ronaldo è davvero un fenomeno: riesce ancora a guadagnare più di Kakà: 13,4 contro 12,9. Il tutto dopo una stagione nella quale ha realizzato 1 gol nel Real e 7 nel Milan. E gli altri protagonisti del campionato più bello del mondo? Non c’è ne è traccia, però non intristitevi. Non se la passano male: giorni fa la Gazzetta ha pubblicato la busta paga mensile di un “panchinaro di un grande club di serie A” che ammonta a 300mila euro netti.
Forse più grande di Ronaldo c’è solo l’allenatore Mourinho che con 29 milioni doppia la paga di Fabio Capello che è “solo” di 14,2.
Il sospetto è che nel mucchio siano finiti anche i soldi della buonuscita che Abramovich è stato costretto a sborsare per allontanarlo dalla panchina del Chelsea. A proposito di allenatori Ferguson è a 7,4. Forse perché ha vinto solo 10 trofei in Scozia, fra i quali 4 scudetti, e 26 in Inghilterra, fra i quali 9 scudetti, una Champions e 1 Intercontinentale.

Questa è la classifica dei 10 calciatori più pagati al mondo:

1.David Beckham (Los Angeles Galaxy) 31 milioni di euro
2. Ronaldinho (Barcellona) 24,1
3. Lionel Messi (Barcellona) 23
4. Cristiano Ronaldo (Manchester United) 19,5
5. Thierry Henry (Barcellona) 16,8
6. John Terry (Chelsea) 13,9
7. Michael Ballack (Chelsea) 13,8
8. Ronaldo (Milan) 13,4
9. Kakà (Milan) 12,9
10. Steven Gerrard (Liverpool) 11,8

La Commissione Disciplinare ha inflitto 3 punti di penalizzazione al Cagliari da scontarsi nell’attuale Classifica del Campionato di Serie A ed un anno di inibizione al presidente Massimo Cellino. Per responsabilità diretta inflitta anche un’ammenda di 20 mila euro al club sardo.
Il Cagliari ed il suo presidente sono stati condannati per aver adito le vie giudiziarie nei confronti dell’ex giocatore Grassadonia, senza preventivamente avere l’autorizzazione del consiglio federale ed in violazione della clausola compromissoria. La decisione è stata presa nel rispetto di quanto voluto col nuovo codice di giustizia sportiva.

Zeman rilascia un intervista con il suo punto di vista sulla situazione attuale del Campionato di Serie A e sul mondo del calcio…

La Juve che ricordi rievoca in lei?
«Ero juventino, mio zio Vycpálek mi portava a vedere le partite, sono rimasto tifoso anche quando lui allenava i bianconeri. Poi ho smesso di tifare quando ho cominciato a fare l’
allenatore. E la prima volta che ho affrontato la Juve, ho perso per un gol in fuorigioco di Schillaci e non ci hanno dato un paio di rigori».

Nel tempo è diventato nemico della Juve: la storia del doping, le polemiche arbitrali.

«Sono passato per l’accusatore, come se avessi ammazzato qualcuno. Ma lì si sono ammazzati da soli».

Ricorda quel Roma-Juventus 2-0 con reti di Paulo Sergio e Candela?

«Fu una gara molto sentita dai tifosi, ricordo bene. Però non è quello il mio più bel ricordo da allenatore della Roma. Sono più legato al cinque a zero rifilato al Milan di Capello».

E’ vero che in quel Roma-Juve è stato aggredito da Ferrara?

«Sì, ma solo verbalmente».

Era uno dei tanti che ce l’aveva con lei.

«Evidentemente avevano la coda di paglia. So di aver pagato per certe dichiarazioni, ma ridirei tutto».

Se le ricordiamo il fallo di Deschamps su Gautieri?

«Quel giorno ero molto dispiaciuto. Soprattutto per i giocatori, che davanti a certe ingiustizie sono impotenti».

Quel giorno, se ci fosse stato il Terzo tempo, avrebbe stretto la mano a Lippi?

«Spontaneamente no, ma se me lo avessero imposto come succede oggi, sì».

Ha stima di Lippi?

«No, perché era parte attiva di quel sistema».

E di Capello allenatore?

«Nemmeno, è più un gestore delle grosse risorse. Umane? No, economiche».

E’ più simpatica la Juve oggi?

«Alla gente normale sì, agli juventini non credo».

Allenerebbe la Juventus?

«Dipende da cosa propongono. Il problema sarebbe l’ambiente».

Poteva andare al Torino due anni fa.

«Sì, ma mi sarebbe servito il casco per girare in città».

Che Juve-Roma sarà domani, come ai vecchi tempi?

«Assolutamente no. Sul campo la Roma resta favorita, anche se la squadra di Ranieri è tosta».

Totti si deve fermare?

«Deve essere onesto con se stesso, lo può sapere solo lui. Per me ancora è il numero uno al mondo. E’ il più completo di tutti».

Oggi al posto di quella Juve, c’è l’Inter, sostengono i maligni.

«A me questo sembra un calcio più credibile».

Eppure ai nerazzurri gli arbitri concedono qualcosa in più.

«Calciopoli ha fatto bene da una parte, ma ha danneggiato dall’altra. Ora la testa della gente è malata. E qualsiasi cosa accada si pensa male. Non lo trovo giusto. Gli arbitri stanno
sbagliando, ma non è l’Inter la squadra più aiutata. Ce n’è un’altra, però preferisco non dirla. Secondo me l’Inter merita di essere prima, è la più continua nei risultati. Non nel gioco».

E la Roma?

«E’ una bella squadra, ma se riesce a giocare per novanta minuti con la stessa intensità. Appena abbassa il ritmo e si piace troppo, va in difficoltà»

Spalletti adotta sempre lo stesso modulo. E’ questo il problema?

«Questa è la forza, non la debolezza. Se cambi troppo vuol dire che non credi in ciò che fai».

Se la può giocare con il Real?
«E perché no? Può ancora sperare nello scudetto».

Lei ha sempre creduto nel suo 4-3-3.
«Ai ragazzi devi saper insegnare una cosa, non cento. Il calcio è fatto di cose semplici».

Il suo problema è non aver mai cambiato idea?

«Io ho cercato di aiutare questo sport, non sono pentito. Certo, per tante cose sono rimasto scottato, pensavo che il calcio fosse un gioco, invece non lo è. La cosa che mi dà più
fastidio sono le decisioni che si prendono per esclusivi interessi economici».

Perché non sta allenando?

«Non mi vuole più nessuno: non sono uno che si piega. E voglio fare come dico io».

Ora s’è dato al golf?

«Sì, mi piace. Si incontrano persone importanti. Ma mi sento che un giorno tornerò ad allenare».

Magari come cittì di una nazionale.

«Ho ricevuto offerte, ma è difficile proporre il 4-3-3».

Abete, Matarrese, Collina. Sono le persone giuste?

«Collina è giovane nel ruolo, con gli altri due non c’entra. Matarrese e Abete ci sono sempre stati. Ma il calcio deve essere cambiato da chi lo pratica».

Ci sarà un altro Moggi?

«Spero di no. Lo spero per il bene del calcio».

Chi è il nuovo Zeman?

«Marino, anche se il mio amico Modica, che allena il Celano in C2, non mi dispiace affatto».

Ma Delio Rossi non era un suo discepolo?

«Ha iniziato con il 4-3-3, ma ora mi sembra giochi in modo diverso».

Della Lazio che ne pensa?

«Discreta squadra che ha preso un ottimo giocatore come Rozehnal, anche se deve fare solo il centrale. Lo scorso anno è arrivata terza? Quello non era un campionato credibile. Senza le
penalizzazioni sarebbe arrivata quinta. Se ci fossi arrivato io, mi avrebbero cacciato».

Non si è ancora placata l’amarezza dell’allenatore del Parma Domenico Di Carlo dopo il roccambolesco ko subito a San Siro grazie alle sviste arbitrali che hanno favorito nettamente l’Inter regalandogli la vittoria. Di Carlo in un intervista afferma: “Mi dispiace per l’arbitro che ha anche diretto bene, è stato l’assistente a indurlo in errore. Nei momenti importanti, però, la sudditanza psicologica nei confronti di una grande c’è ancora. Essere arrabbiati purtroppo serve a poco, contano i punti”. Il tecnico resta comunque fiducioso sul
prosieguo della stagione e punta molto su Lucarelli: “E’ un grande giocatore, ma tutta la squadra deve migliorare. Grazie ai gol di Cristiano riusciremo a raggiungere posizioni di classifica più soddisfacenti”.

Si chiude il girone di Andata del Campionato di Serie A e da domenica prossima si va al giro di boa.
La Roma batte il Catania 2 a 0 ed approfitta del mezzo passo falso della Juve che pareggia 0 a 0 in casa contro la Samp per consolidare il secondo posto in classifica. Ora la Roma ha 5 punti di vantaggio sui bianconeri, mentre resta sempre a -7 nella sfida scudetto contro l’Inter che riesce a battere il Parma dopo essere stata a lungo in svantaggio. Ancora una volta determinante per i nerazzurri Ibrahimovic che negli ultimi minuti ha capovolto la situazione con una doppietta, ma va detto che al Parma è stato negato un rigore per un fallo su Corradi, mentre quello concesso alla capolista a norma di regolamento è inesistente in quanto il fallo di mano di Couto appare involontario.
Analizzando la partita di San Siro tra Inter e Parma i nerazzurri hanno una partenza stentata ma trovano il vantaggio al 30′ con Cambiasso. I ducali non demordono e giocano molto bene riuscendo a pareggiare i conti con Cigarini al 40′ e si portano in vantaggio meritatamente con Gasbarroni su punizione al 69′. Il Finale si fa incandescente, l’arbitro nega un evidente e netto rigore al Parma per un fallo netto su Corradi in area. Poi lo stesso arbitro assegna un rigore inesistente ai nerazzurri per presunto fallo di mano di Couto sulla linea di porta che appare però involontario. Couto viene anche espulso. Dal dischetto Ibrahimovic pareggia all’88′ e nel terzo minuto di recupero ancora lo svedese trova il gol del 3-2 sfruttando un assist di Julio Cruz.

La Roma continua il suo inseguimento alla vetta e batte 2 a 0 il Catania all’Olimpico con gol di Giuly e De Rossi. I giallorossi giocano un ottima partita nonostante l’assenza del capitano Totti e trovano il gol dopo 8′ con Giuly che insacca di piatto dopo un palo colpito da Taddei con una conclusione in diagonale. La Roma appare decisamente più attiva al tiro ma troppo sprecona, prima Vucinic, poi Mancini falliscono la rete del raddoppio. Il Catania cerca di trovare il pari ma Doni respinge sul colpo di testa di Terlizzi al 24′. Al 56′ Terlizzi butta giù Taddei in area, l’arbitro assegna il penalty e De Rossi trasforma. Nel finale Mancini ed Esposito vanno vicini al 3-0.

A Udine nel big Match della giornata è Gilardino a trasformarsi in fenomeno stavolta e regala al Milan tre punti preziosi nella corsa al quarto posto realizzando al 92′ il gol vittoria sull’Udinese. La partita appare spettacolare e nel primo tempo fioccano le occasioni da entrambe le parti. Al 26′ strepitosa giocata di Ronaldo che colpisce il palo con un tiro da trenta metri. Il Fenomeno è più vivace di Pato e sfiora altre volte la rete. Nella ripresa calano i ritmi, l’Udinese si difende e il Milan diventa padrone del campo anche se è meno pericoloso. All’82′ Gilardino sostituisce Ronaldo e dopo 10′ va in gol, Obodo perde palla sulla tre quarti, Pato tocca per Kakà che di tacco smarca Gilardino, l’attaccante controlla e batte a rete.
La Juventus non va oltre un deludente 0 a 0 casalingo contro la Sampdoria e continua a perdere punti dalla vetta e dal secondo punto dopo il secondo pareggio ottenuto con quello di Catania. Claudio Ranieri promuove la Juve al termine del girone di andata e in un intervista dopo partita dice “Il gap con le altre c’è e non si può colmare in sei mesi o in un anno. Noi, però, stiamo facendo un campionato stupefacente. Abbiamo fatto un girone d’andata eccezionale, dobbiamo ripeterci nel ritorno”.
Il Derby Toscano va al Livorno che batte l’Empoli 2 a 0. La Reggina batte il Cagliari 2 a 0 e fa sprofondare i sardi in classifica.

Risultati 19° Giornata Serie A:

GENOA-ATALANTA 2-1
FIORENTINA-TORINO 2-1
JUVENTUS-SAMPDORIA 0-0
LIVORNO-EMPOLI 1-0
NAPOLI-LAZIO 2-2
PALERMO-SIENA 2-3
REGGINA-CAGLIARI 2-0
ROMA-CATANIA 2-0
UDINESE-MILAN 0-1
INTER-PARMA 3-2

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