Serie A 2006/2007


Stefano Tedeschi ha annunciato a sorpresa le proprie dimissioni da designatore arbitrale

Il designatore arbitrale Stefano Tedeschi si e’ dimesso in protesta ai troppi attacchi verso la classe arbitrale. “Io me ne vado, ma resto nella CAF pero’ bisogna che si smetta di attaccarciâ€? ha dichiarato alla domenica sportiva. Intervenuto un po’ a sorpresa Tedeschi ha confessato di aver presentato le dimissioni. “Bisogna cambiare qualcosa in questo calcio, è troppo facile accusare l’arbitro ogni volta che si perde – spiega Tedeschi – questo non fa bene così si distrugge una classe arbitraleâ€?.

L’attacco è diretto non solo quindi alle società ma anche alla stampa che troppo spesso condanna la classe arbitrale. “Io mi aspettavo da ex arbitri un comportamento meno aggressivo – spiega Tedeschi – qui ci sono arbitri giovani ma promettenti ma se li distruggiamo subitoâ€?.

Inutili i tentativi di farlo calmare. “Ho già inviato una e-mail a tutti gli arbitri salutandoli, io resterò nel mondo arbitrale ma bisogna cambiare per il bene del calcio�.

Fuochi d”artificio anticipati. Il campionato di serie A saluta il 2006 con una giornata pirotecnica. 34 gol ed emozioni in quantita” industriale per una diciottesima giornata vietata ai deboli di cuore. Poi pero”, finito il fragore dei botti e i giochi di luce, la classifica non risulta particolarmente sconvolta.

L”Inter soffre le pene dell”inferno contro l”impertinente Atalanta di Colantuono, ma dato che sembra proprio l”anno del club di Moratti ci pensano il redivivo Adriano e un autogol a rimontare lo schiaffo di Doni e a regalare ai nerazzurri un Natale finalmente sereno. Sono undici le vittorie consecutive in campionato per la Banda Mancini e soprattutto sono ancora 7 i punti di vantaggio sulla Roma. Una Roma che per oltre un”ora sogna attaccata alla radiolina. Due super gol di Taddei e Mancini bastano a liquidare la pratica Cagliari, mentre monta la speranza di ridurre le distanze con il vertice. Finisce con un pizzico d”amaro in bocca, ma con la consapevolezza che il fantastico 2006 dei giallorossi possa essere di buon auspicio per il futuro.

Perde terreno il Palermo, bloccato dal Siena. Difficile che i rosanero a questo punto possano ancora nutrire velleita” tricolori. Piu” semplice e consigliabile guardarsi le spalle e difendere la piazza d”onore.

Alle spalle del trio di testa, infatti, concorrenti vicini e lontani per il club del vulcanico Zamparini. Quarto, da solo e con una gara da recuperare, c”e” il Catania. La neopromossa di Pulvirenti, dopo la sconfitta schock dell”Olimpico, si e” ritrovata e soprattutto in casa sta costruendo una salvezza tranquilla con un fumetto in testa che si chiama Europa. In rimonta anche la Lazio, che a Parma vince e convinvce candidandosi come favorita per il quarto posto. Poco piu” giu”, ma in costante ascesa, Milan e Fiorentina. I rossoneri di certo non brillano a Udine, eppure allungano la striscia positiva e aspettano la sosta per leccarsi le ferite, recuperare gli infortunati e trovare sul mercato i giusti rinforzi. I viola sgretolano il Messina e confermano l”assoluto valore del loro organico: senza la pesante penalizzazione sarebbero a un pelo dal terzo posto.

Si conferma anche il Toro di Zaccheroni. Onestamente la Roma era fuori portata, ma contro una squadra piu” o meno dello stesso valore come il Livorno, i granata trovano un punto che vuol dire esserci. Crolla invece l”Empoli: i ragazzi di Cagni vanno in ferie con un giorno di anticipo e vengono travolti da una Reggina scatenata e vogliosa di riprendersi i punti persi contro Samp e Chievo. Primo sorriso infine per l”Ascoli di Nedo Sonetti, che schianta il Chievo e cancella lo 0 dalla casella delle vittorie in campionato.

Clamorosa notizia dai laboratori anti-doping di Roma: l’attaccante del Milan e’ stato trovato positivo a due corticosteroidi

Un’ulteriore tegola, pesante, si abbatte sul Milan di Ancelotti: Marco Borriello e’ stato trovato positivo al controllo antidoping dopo il match di campionato Milan-Roma, perso peraltro dai rossoneri per 1-2, e ora rischia la seguente squalifica se tali risultati saranno confermati dalle controanalisi.

Il 24enne attaccante e’ risultato positivo al Prednisone e Prednisolone, due corticosteroidi. Questo e’ il primo caso di doping di questa stagione calcistica in Italia, ma se i riflessi dell’Operacion Fuentes in Spagna hanno toccato Real, Barça e Valencia, la positività di Borriello (tutta da confermare) non fa altro che confermare che il calcio è tutt’altro che immune dai veleni dopanti.

Giunto al Milan dopo il prestito al Treviso, l’attaccante ha giocato 7 partite in campionato mettendo a segno un gol (nel 2-2 di Cagliari), mentre in Coppa Italia Borriello ha timbrato il cartellino per due volte, entrambe contro il Brescia.

La società rossonera, finora, non ha replicato alla notizia.

La serie A scende in campo questa sera per la 17a giornata di campionato. Palermo e Milan vogliono voltare pagina.
La serie A torna in campo a soli tre giorni dal 16° turno per il rush di fine 2006: per molte squadre sara’ l’occasione per riscattarsi. Mai come in questo caso gli impegni ravvicinati arrivano come una manna: per il Palermo di Guidolin l’occasione del rilancio si chiama Ascoli. Il fanalino di coda della classifica, reduce da 3 sconfitte consecutive, contestato dai tifosi, pare a questo punto la vittima sacrificale dei rosanero alle prese con tensioni interne fra Zamparini e Guidolin. Il tecnico veneto manda in campo nuovamente Di Michele, sacrificato domenica sera contro la Roma. Più difficile invece l’impegno del Milan che per riprendere fiducia dopo un periodo a dir poco negativo dovrà battere un avversario risposato dopo la pausa forzata di domenica scorsa: l’impraticabilità del Massimino ha consentito al Catania di recuperare le forze in vista della delicatissima trasferta di San Siro. Di fronte il Milan dell’ultimo periodo, incerottato più che mai, reduce dal 2-2 agguantato in extremis a Firenze. Kaladze, anche se no al meglio, ci sarà . Sul fronte siciliano invece sarà finalmente la volta del ritorno di Mascara dopo le cinque giornate di squalifica inframmezzate da 14′ di gioco nel nefasto Roma-Catania 7-0. Precedenti assolutamente a favore dei rossoneri, che su 8 partite non hanno mai perso. E’ invece il segno X a prevalere nei precedenti di Atalanta-Udinese. I bergamaschi sono reduci da un buon pareggio in casa del Siena, sul proprio terreno hanno un ruolino di marcia ottimo, con una sola sconfitta in 8 partite. Colantuono ipotizza un possibile turnover rispetto alla gara contro la squadra di Beretta. Di fronte una formazione bianconera che ha appena allontanato possibili polemiche con la larga vittoria con il Cagliari costata la panchina a Giampaolo, ma che fuori casa ha un rendimento che non lascia molto margine all’ottimismo. Sono gli assenti invece i protagonisti di Sampdoria-Livoro: Novellino deve rinunciare anche a Berti, che è stato operato per ridurre la frattura al polso destro e tornerà in primavera. Al suo posto Castellazzi. Non ci saranno nemmeno Terlizzi e Delvecchio, quest’ultimo squalificato così come Pasquale nel Livorno. La squadra amaranto perde anche Galante per contrattura alla coscia sinistra. Sarà la Fiorentina a testare il primo cagliari di Franco Colomba, anche se lo sarà solo per la forma: troppo poco il tempo a disposizione del neotecnico per mettere mano alla squadra, che avrà ancora il volto di Giampaolo. Emergenza in difesa per i viola, che avranno al centro dello schieramento difensivo probabilmente Potenza. I precedenti fanno tremare i polsi ai tifosi fiorentini: in 26 trasferte a Cagliari la Fiorentina ha raccolto soltanto una vittoria. Nelle zone basse della classifica spicca Chievo-Reggina: i clivensi sono reduci dal buon pareggio di Parma e recuperano Giunti e Cossato, mentre negli amaranto è emergenza dovuta alle tre squalifiche: il giudice sportivo infatti ha fermato Aronica, Bianchi e Leon. Chiudono il programma della 17.a giornata, con fischio d’inizio alle 20.30 su tutti i campi, Empoli-Siena e Messina-Parma. Non perdere il nostro MULTILIVE: aggiornamenti in tempo reale da tutti i campi!

Il proprietario della società nerazzurra ha rivelato che, prima che scoppiasse il caso Calciopoli, si stava preparando a vendere l’Inter

La scorsa primavera, prima che esplodesse Calciopoli, Massimo Moratti era pronto a vendere l’Inter, aveva perfino dato l’incarico ad alcune banche e ricevuto offerte da tre gruppi stranieri. Poi con lo scandalo ha bloccato tutto.

A rivelarlo è lo stesse presidente dell’Inter in una lunga intervista all’Espresso che la pubblica nel numero in edicola domani e che il settimanale ha anticipato. “Volevo capire - spiega - se davvero sarebbero emerse le cose che pensavo da anni”. Negli anni a Moratti era stata appiccicata addosso l’etichetta di “eterno sconfitto”. Una definizione in cui lui non si è mai riconosciuto.

“Sapevo che se l’Inter non vinceva mai le ragioni andavano cercate altrove. In quella cappa di impossibilità che poi è emersa, ma a cui tutti sembravano indifferenti”. Il riferimento è al “sistema” Moggi, e a quella “cappa” alla quale a un certo punto Moratti ammette di essersi “rassegnato”, perché capiva che “ad andare bene con quel sistema lì saremmo sempre arrivati secondi. E allora ho pensato seriamente di mollare”.

Il pensiero di vendere gli è venuto attorno ad aprile. “Non ce la facevo più a vedere quello che succedeva nell’indifferenza generale - continua Moratti -. Non speravo che sarebbe venuta fuori la verità , almeno in tempi brevi. Ero davvero stufo”. E allora? “Allora ho chiamato un paio di banche e le ho incaricate di vendere l’Inter. Anche la mia famiglia era d’accordo, non volevano più vedermi così stressato”. E il sondaggio delle banche ha dato anche qualche frutto: “si sono subito fatti avanti tre gruppi: uno russo, uno canadese e uno mediorientale”.

La “pulizia” fatta da Calciopoli, poi, ha bloccato tutta l’operazione, e l’Inter, oltre allo scudetto sul petto, si è riguadagnata anche il suo presidente, uno degli uomini di sport che fanno bene al calcio.

Nella giornata che consegna l’Inter di Mancini alla storia e’ doveroso sottolineare anche cio’ che, con il calcio, ha poca attinenza

Non solo prodezze balistiche quali quella di Dessena in Parma-Chievo o le rovesciate da acrobata di Quagliarella e Materazzi, la 16a giornata di serie A verra’ ricordata anche come la domenica in cui il cervello si annebbia per un attimo e la signorilita’ viene accantonata per un istante.

E’ il caso di Bruno Giordano, allenatore del Messina, che durante la sfida di San Siro contro l’Inter si e’ reso protagonista di un antipatico battibecco con Materazzi nei pressi dell’area tecnica di fronte alla panchina giallorossa. Il difensore interista cercava il pallone per riprendere il gioco il più velocemente possibile ma Giordano lo nascondeva con fare da presa in giro. L’ovvia reazione dell’interista scatena in Giordano l’agonismo del giocatore e porta l’ex attaccante della Lazio a rifilare un buffetto non proprio amichevole al suo diretto interlocutore. Giusto il rosso al tecnico dei siciliani, molto più da par condicio il giallo al difensore.

Purtroppo quello del Meazza non è un caso isolato. Al Picchi di Livorno, l’uomo simbolo degli amaranto, Cristiano Lucarelli, decide, al momento del gol del vantaggio laziale firmato da Pandev, di scagliarsi sull’attaccante macedone procurandogli una brutta ferita al naso. Da film dell’orrore la maglia di Pandev che giocherà tutto il secondo tempo della partita con la divisa sporca di sangue.

Il Granillo è teatro della contestazione dei tifosi della Reggina. Delusi dalla sconfitta ma soprattutto dall’arbitraggio di Rosetti, i supporters calabresi decidono che il modo migliore per farsi notare è rendere invivibile il finale di partita. I primi insulti partono addirittura dal presidente Foti. Non ci si deve sorprendere quindi se al termine della gara, Bazzani sia colpito da una monetina lanciata da qualche imbecille sugli spalti.

La morale in questi casi è d’obbligo ma noi preferiamo non farla. I discorsi lasciano il tempo che trovano. Le riflessioni, a volte, aiutano di più. Riflettiamo allora sulle dichiarazioni di Materazzi nel dopo partita di Inter-Messina. Poco prima Giordano si era professato “innocente” ai microfoni della stampa. Il difensore di Mancini non lo ha attaccato pretendendo scuse che, probabilmente, non sarebbero mai arrivate, anzi. Ha preferito deviare l’argomento giustificando il fare del tecnico: “Ha parlato a caldo, lasciamogli il tempo di realizzare bene cosa è successo, sono sicuro che domani sarò di un altro avviso”.

Un bel gesto quello del Campione del Mondo nerazzurro. Soprattutto se considerato che Materazzi è da sempre visto come uno dei giocatori più indisciplinati di tutto il campionato. Nella domenica dei pazzi quindi, proviamo ad imparare a comportarci seguendo direttamente l’insegnamento di uno di loro che, con il tempo, ha imparato a gestirsi.

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