La Juventus perderà ufficialmente il suo sponsor alla fine della stagione. Tamoil, compagnia petrolifera, ha firmato un nuovo contratto coi bianconeri che scade a giugno e non più nel 2010. Per le casse bianconere una grossa perdita, stimata sui 230 milioni di euro
Non c’è proprio tregua per la Juventus. Se in campo le cose si stanno mettendo bene e il ritorno in A si avvicina di settimana in settimana, al di fuori del rettangolo di gioco l’annus horribilis bianconero sembra non avere fine. Stavolta la società torinese è stata colpita sul fattore economico con la notizia, decisamente poco piacevole, dell’annullamento ufficiale del ricco contratto con Tamoil, colosso petrolifero e sponsor sulle maglie bianconere. Già ai tempi dello scandalo di calciopoli la compagnia petrolifera aveva comunicato di non voler rispettare la durata del contratto e di chiudere il rapporto quanto prima possibile.
Il vecchio accordo, di durata quinquennale, scadeva nel 2010 e garantiva alle casse juventine l’ingente cifra di 230 milioni di euro, oltre ai 20 della stagione in corso che la Juventus comunque percepirà , grazie alla mediazione di Cobolli Gigli, che è riuscito a convincere la compagnia libica a rimanere almeno fino al termine della stagione, tramite la sottoscrizione di un nuovo accordo. Una perdita davvero notevole, che imporrà una drastica riduzione dei costi. Che, comunque, non dovrebbe riguardare la prima squadra.
La Tamoil lascia dunque la Juventus ma non pare intenzionata a lasciare il calcio. Altri club sarebbero interessati a stipulare un accordo, tra cui la Sampdoria di Riccardo Garrone, che vanta ottimi rapporti con Saif Gheddafi, numero uno dell’azienda petrolifera.
Quanto alla Juventus, il tracollo finanziario potrebbe essere scongiurato nel 2007 con la stipulazione un importante accordo di partnership con l’agenzia di scommesse sportive BWin, già sponsor del Milan nella stagione in corso e disposta a investire una grossa somma per il progetto serie A della Juventus, pur sapendo di dover rinunciare alle apparizioni in campo europeo.