Gioire per un gol sbagliato da Del Piero. Pur essendo juventini. Chissà che
ieri sera, al Delle Alpi, non sia successo anche questo. L"imbarazzo per un
calcio di rigore inesistente concesso alla Signora dall"arbitro Palanca (lo
stesso che lo scorso 18 gennaio, a Verona, non assegnò la massima punizione,
sacrosanta, a Ibrahimovic) deve essere stato parecchio, sugli spalti e non solo:
l"Inter, sotto di brutto a Firenze, restava comunque lontanissima, "e allora -
avrà pensato qualcuno - meglio un rigore sbagliato, e un 1-1, delle solite
polemiche".
Eppure le polemiche restano. Si ingigantiscono. La crisi degli arbitri è
aperta. Si torna a parlare di sudditanza e di campionati falsati (dimenticando,
peraltro, successi e record che la capolista ha guadagnato con indiscutibile
merito). In tre giorni, è successo quello che cinque mesi di serie A, scorsi via
lisci lisci, avevano per una volta evitato. In Italia, d'altro canto, basta poco
a pensare male. Malissimo, se di mezzo c'è la Juve. Dopo l'infausto arbitraggio
di Dattilo, nel match di domenica scorsa tra la capolista e l'Udinese, e dopo il
clamoroso rigore assegnato (sempre domenica) al Messina contro il Livorno, le
ricadute del turno infrasettimanale aggravano la diagnosi: non si è trattato di
crisi passeggera.
Gli arbitri sono giù, e il loro rendimento cala - sembra - col crescere delle
polemiche. E questo è preoccupante, seppur comprensibile. Al di là del penalty
avuto contro, il Parma ha recriminato ieri per molti altri episodi: su tutti, il
rigore non concesso a Corradi, strattonato da Cannavaro nel finale. Ma sarebbe
ingiusto fermarsi qui: perché anche i bianconeri, durante il match, sono stati
penalizzati da un paio di decisioni prese in area emiliana; perché anche in
Roma-Cagliari "si è visto di tutto", secondo gli isolani, che hanno preparato un
esposto per farsi sentire. Il primo penalty assegnato a Totti da Girardi è in
effetti il sintomo di un qualcosa che non funziona.
E c'è già chi rimpiange il sorteggio. Eppure l'avvento del designatore Mattei
sembrava aver portato aria nuova. Voluto fortissimamente da Lanese, l'ex
commissario dei fischietti di C ha puntato sui giovani, facendo esordire tutti
nella massima serie. Dopo le feroci polemiche di domenica ha preso provvedimenti
esemplari, fermando per parecchio tempo arbitri e assistenti; mettendo a
rischio, peraltro, il Mondiale di Rosetti e Ivaldi. Non è bastato. La crisi
della categoria continua, più o meno latente. Fino al prossimo rigore.